Gentili utenti vi informiamo che il team di MyTech si è spostato sul canale Hitech & Scienza di Panorama.it

      non hai uno username? regìstrati   /   recupera la password

apple / google / microsoft

Navigazione satellitare all’europea

Scritto da Fabio Carera

satellite.jpg
La Commissione stringe i tempi sul progetto Galileo, il sistema di localizzazione alternativo all’americano Gps che è controllato dai militari Usa. Entro il 2008 previsti 30 satelliti su tre orbite diverse
L’Europa accelera su Galileo. Il 19 maggio si terrà infatti a Varsavia una conferenza indetta dalla Commissione per fare il punto sul progetto e favorire l’integrazione delle attività dei paesi aderenti. Il progetto Galileo prevede la realizzazione di una rete di satelliti per la radio localizzazione.



Si tratta di un sistema simile al Gps (Global Positioning System) di matrice americana. La decisione europea di implementare un sistema alternativo a quello statunitense venne presa orma diverso tempo fa per svincolarsi dalla totale dipendenza da un sistema - quello americano - comunque sotto il controllo dei militari e, dunque, suscettibile di improvvise interruzioni in caso di eventi bellici.

Quali prospettive offre Galileo? Secondo Franco Bonacina, responsabile comunicazione dell’Esa, l’Ente spaziale europeo, Galileo, finanziato in parti uguali dall’Esa e dalla Comunità europea, ci renderà autonomi dal Gps, che, sino a oggi, è stato l’unico in funzione a livello globale. Entro il 2008, se i piani verranno rispettati, vedranno la luce 30 satelliti che saranno posizionati in orbita media (10 satelliti su tre orbite sfasate di 56 gradi).

Trattandosi di un sistema più nuovo del Gps americano, Galileo offrirà servizi più evoluti. Con il primo livello di precisione, il cui segnale sarà disponibile gratuitamente a chiunque, si otterrà una tolleranza attorno ai due metri. Vi saranno poi altri tre livelli di servizio, distribuiti a pagamento, che consentiranno di ottenere una precisione ancora maggiore e verranno impiegati sia in ambito civile sia dalle forze dell’ordine e dal personale di soccorso.
Nelle previsioni dell’Esa vi è anche la possibilità di offrire, a pagamento, servizi di informazione localizzata in modalità push, ad esempio le informazioni sul traffico relative alla zona dove ci si trova in un dato momento.

Galileo verrà controllato da due centri europei. Le fasi del progetto prevedono due tappe: da qui al 2005 si avranno sviluppo e validazione, con la messa in orbita dei primi 4 satelliti; in seguito, e sino al 2008, verranno lanciati gli altri 26 satelliti che, dopo quella data, diventeranno totalmente operativi e forniranno il servizio commerciale.
L’ingresso dell’Europa da protagonista della radiolocalizzazione a livello planetario costerà circa 3,3 miliardi di euro di denaro pubblico sino al 2008, poi, molto probabilmente, Galileo verrà dato in mano a un consorzio di privati per la gestione operativa.
Nell‘“operazione Galileo” l’Italia rivestirà un ruolo da protagonista, mentre la Germania seguirà gli aspetti legati al segmento spaziale.

Commenti   (Inserisci un commento)

Ancora nessun commento.

Effettua il login