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Ecco il tuo prossimo pc!

Scritto da Gianni Rusconi

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Comunicazione e multimedialità; capacità di connessione ma anche look ed ergonomia. Il personal computer cerca di rinnovarsi per tenere il passo degli altri strumenti elettronici come i cellulari e i pda. La proposta di Microsoft e Hp non è l’unico caso
Il vecchio personal computer desktop, quello inscatolato in goffi parallelepipedi dai colori smorti è quasi morto. Oggi, molte delle speranze di successo dei produttori, specialmente per quelli che guardano al mercato consumer, sono riposte nel look oltre che nelle funzioni multimediali e di comunicazione.

Grande attenzione, in questi ultimi anni, è stata infatti riservata a prodotti in grado di abbinare schermi flat-panel all’accesso a Internet ad alta velocità (oggi va di moda il wireless e il Wi-fi in particolare), vantaggi ergonomici e capacità di comunicazione.

Un esperto del calibro di Chris Landry, design and innovation center manager per la divisione Personal Systems Group di Hewlett-Packard, ha cercato di delineare quello che potrebbe accadere nel corso dei prossimi anni in merito all’evoluzione “fisica” del pc.

Innanzitutto il tanto sfruttato e tradizionale monitor Crt (acronimo di cathode ray tube) è ormai avviato al pensionamento, nonostante siano ancora milioni e milioni i desktop tutt’ora venduti in abbinamento ai display montati su tubo catodico, ancora nettamente più economici dei monitor Lcd. Una menzione particolare, secondo Landry, merita in proposito il flop dei cosiddetti pc all-in-one, inutilmente proposti sul mercato per qualche anno e, ad eccezione dell’iMac di Apple lanciato nel 1998 (oltre sei milioni le unità vendute fino a oggi), presto finiti nel dimenticatoio.

Ci sono comunque molti altri esempi di pc dal design futuristico e dalle funzioni innovative, alcuni dei quali saliti alla ribalta per una sola estate, come per esempio il Web-tablet pc lanciato National Semiconductor o quello di 3Com, Audrey, poi finito per essere assorbito dalla linea handheld di Palm, e l’Apple Newton, forse il vero precursore dei palmari di oggi targati Pocket Pc o Palm.
Esempi di girelli tecnologici che poco sposavano le esigenze dell’industria e meno ancora quelle degli utenti, soprattutto riguardo alla connettività e i prezzi.
Oggi, con il dilagare delle offerte di connessione alla Rete, con i servizi broadband (soprattutto via xDsl) e il wireless stanno dando una spinta decisiva, anche la creazione di nuove forme di computing è soggetta soprattutto all’imperativo delle capacità di infocommunications.

Ecco perché, questo l’assunto finale di Landry, il tablet pc sta prendendo velocemente piede nonostante lo scetticismo iniziale e all’orizzonte si possono affacciare con speranze fondate di successo nuovi device come lo Scout, un prodotto al cui design è stato associato il termine “tweener” (letteralmente un qualcosa che sta fra un punto e un altro) in virtù di un “formato” più grande di quello di un normale Pda e più contenuto di quello di un thin notebook, sul quale sono presenti uno schermo flat panel una tastiera retraibile.

Il pc componibile, da Lupo
Lupo: è il nome di una società giapponese che annuncia una nuova filosofia per intendere il personal computer.
Lupo ha da un paio di settimane lanciato Pcbox, una sorta di computer “fai da te” che anche un utente inesperto è in grado di assemblare in virtù di un “telaio” di fatto costituito da diverse schede componibili. Gli esperti si chiedono chi possano essere i principali destinatari di questo prodotto realmente innovativo, che strizza l’occhio a certi esemplari di robot-umanoidi tanto cari ai maniaci dell’hi-tech made in Japan. Le prime indiscrezioni parlano però di problemi non indifferenti per il Pcbox, ed essenzialmente concentrati nel pericolo potenziale di un eccessivo surriscaldamento della macchina all’aumentare della velocità di clock del processore e della capacità del disco fisso.

Athens, il futuro firmato Microsoft e Hp
È stato definito il prototipo di pc di nuova generazione, un esempio da seguire per costruire i computer desktop del futuro. La nuova avanguardia tecnologica in questione si chiama Athens, è figlia della collaborazione fra Microsoft e Hewlett Packard ed ha avuto la ribalta del palcoscenico al recente WinHEC (l’evento dedicato al mondo Windows) di New Orleans. Bill Gates in persona, sempre più a suo agio nelle vesti di gran cerimoniere di tutto ciò che contempla la tanto decantata “digital decade”, ha spiegato alla platea i pregi (i difetti, casomai, li vedremo al momento opportuno) di un prodotto nato per combinare diverse tecnologie di comunicazione: dal Web all’e-mail fino alla videoconferenza.

Il design di Athens ricorda da vicino le fattezze del tablet Pc ma in aggiunta al display Lcd da 23 pollici sono presenti una videocamera e un telefono (montati sui lati del monitor), un lettore Cd, oltre alle porte e alle interfacce per collegare le periferiche.

L’hardware è translucido, il case ha dimensioni assai compatte. La macchina usa una versione ottimizzata di Windows derivata da Xp e ha un unico cavo per fornire al monitor il segnale video e l’alimentazione; tastiera e mouse sono attivati in modalità wireless, Bluetooth il primo e via radio cordless la seconda.

Sicuramente innovative le funzioni che permettono di gestire al meglio il traffico di comunicazione dell’utente: se per esempio è on line in una video conferenza, il sistema di messaggeria informerà che è “occupato” dirottando le chiamate telefoniche verso la casella vocale, mentre vari indicatori luminosi segnalano il grado di priorità di una chiamata, di una mail o di un instant message.

Un computer intelligente, insomma, o, come l’ha definito Bill Gates, “il device professionale d’impresa di nuova generazione”; l’attesa per verificare se tale sarà non è poi così lunga, perché Athens dovrebbe essere lanciato entro la fine del 2004. Quanto costerà non è noto, anche se qualcuno ha provato a ipotizzarne una configurazione ideale aggiungendo al prezzo retail di un classico pc i costi del sistema di telefonia e opzioni avanzate varie, ottenendo un totale di circa 1.700 dollari. Troppi?

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