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Non chiamate quel cellulare!

Scritto da Giulio Boresa

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Le associazione dei consumatori contestano le nuove tariffe fisso-mobile di Telecom Italia: non è vero che ci saranno risparmi; prevedibili invece bollette più salate. La difesa dell’ex monopolista
I costi per chiamare un cellulare da un telefono fisso dal primo giugno sono scesi, sostengono Telecom Italia e il Garante delle Telecomunicazioni. Non è vero, afferma Intesa Consumatori (formata da Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori), in una nota pubblicata in questi giorni e riportata anche dall’Ansa.

L’accusa non è solo contro Telecom, ma anche contro il Garante, che ne ha approvato i nuovi piani tariffari: “un Garante che dovrebbe essere super partes, ma non lo è mai stato. Anche questa volta ha fatto gli interessi dell’ex monopolista”, ha detto a MyTech Elio Lannutti, presidente di Adusfbef.

Tutto ha inizio a febbraio, quando il Garante ha stabilito i nuovi costi massimi per le telefonate fisso-mobile, imponendo a Telecom di adeguare le tariffe a partire dal primo giugno.
Telecom ha così diminuito i prezzi al minuto: si pagano ora 22,37 centesimi in fascia piena e 14,40 in fascia ridotta, per le chiamate verso Tim, contro i precedenti 30,91 e 15,49. Verso Vodafone i prezzi sono di 21,90 e 14,40 contro 29,71 e 17,64 eurocent. Verso Wind, 31,70 e 14,40 centesimi contro i precedenti 35,29 e 16,73. Verso H3G, 34,72 e 14,40 centesimi, contro 29,54 e 22,51. Il Garante ha approvato le modifiche, considerandole adeguate alle direttive di febbraio.

Ne deriverà un risparmio per i consumatori stimabile in 271 milioni di Euro per i primi dodici mesi con una riduzione complessiva dei prezzi del 13 per cento. Che arriverà al 20 per cento nel 2004-2005, in seguito a un ulteriore taglio delle tariffe, sostiene il Garante.

Non è d’accordo Intesa Consumatori: “Invece delle riduzioni ci saranno aumenti in bolletta da 23,5 a 61,5 euro annui” per ogni utente, afferma. Telecom (contattata da MyTech), al corrente delle accuse, le smentisce: sono basate su calcoli infondati.

Le argomentazioni di Intesa Consumatori si basano su due punti. Primo: è vero che sono diminuite le tariffe fisso-mobile di Telecom al minuto, ma è aumentato lo scatto alla risposta (da 7,9 a 12 centesimi di euro). Secondo: la maggior parte delle chiamate fisso-mobile dura meno di un minuto. Ne consegue che la maggior parte delle chiamate costerà di più di prima, soffrendo del rincaro dello scatto alla risposta.

Intesa Consumatori calcola quindi che il primo minuto di telefonata verso Tim costava 38,78 eurocent e 23,36 eurocent, rispettivamente in fascia piena e ridotta, contro gli attuali 34,47 e 26,40 eurocent. I dati, per chiamate verso Vodafone, sono 37,87 e 25,51 contro 33,90 e 26,40 eurocent. Verso Wind, 43,16 e 24,60 contro 43,70 e 26,40 eurocent. Verso H3G, 37,41 e 30,38, contro 46,72 e 26,40 eurocent. Prima e dopo la cura del 1 giugno.

“L’unica taglio serio e generalizzato delle tariffe è stato praticato da Tele 2 che per la fascia ridotta passa da 27,6 a 26,8 centesimi e per la fascia piena da 42,36 a 34,30 verso tutti gli operatori”, aggiunge Intesa Consumatori.

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