OpenOffice cambia l’ufficio
Uno sguardo ravvicinato sull’ultima versione della suite open source che sfida Bill Gates. Creazione di Pdf, sempre maggiore compatibilità con i programmi di Microsoft e ancora più Xml fra le novitàvai alla photogallery »
OpenOffice.org - il più grande progetto a sorgenti aperti per una suite di tipo office compatibile con Microsoft Office - ha fatto un grande passo avanti. E’ infatti disponibile la versione 1.1 (ora siamo alla RC release candidate 3). Sostituisce la versione precedente (in verità sono passati per la RC1 OpenOffice.org 1.0.3.1) e introduce nuove funzioni avanzate, che i reponsabili del progetto non esitano a definire “rivoluzionarie”.
| Scarica OpenOffice 1.1.0 » versione per Windows » versione per Linux |
Per capire cosa OpenOffice.org rappresenti, bisogna compiere qualche passo indietro, e tornare a StarOffice, un analogo prodotto commercializzato qualche anno fa a basso prezzo dalla tedesca StarDivision, e che comprendeva un elaboratore di testo, un foglio elettronico, uno strumento per le presentazioni e un database basato su Adabas.
Se ne ricorda l’interfaccia grafica molto somigliante al desktop di Windows, e qualche critica per una presunta lentezza. Quando Sun Microsystems ha acquistato StarDivision, ha deciso di dare vita a due distinti progetti: alla versione a sorgenti chiusi (StarOffice, appunto, che continua ad essere un prodotto commerciale), si è affiancata la versione libera e aperta, OpenOffice.Org.
Quest’ultimo è rilasciato con licenza Lgpl e si avvia ormai al terzo anno di vita: basato - tra l’altro - su Mozilla per la parte aperta a Internet, e su Java, tecnologia Sun per antonomasia, è disponibile per piattaforme Windows, Linux, Solaris, FreeBsd e MacOsX.
I vantaggi di un simile prodotto, sulla carta, sono molteplici: OpenOffice.org, oltre a essere gratuito, ha una licenza d’uso libera, che ne consente a chiunque l’utilizzo, la copia, la distribuzione e la modifica.
Per l’utente domestico e per l’azienda, nonché per gli enti istituzionali, ciò significa non dipendere da un solo leader di mercato - Microsoft e la propria suite Office - e dai relativi, ingenti, costi di licenza.
Inoltre, OpenOffice.org è lo strumento di produttività personale per antonomasia per Linux e Unix in genere: nella nuova versione, può essere il “braccio armato” per l’approdo di Linux sul desktop.
OpenOffice.org 1.1 permette ora l’esportazione diretta dei documenti creati in Pdf (il formato proprietario di Adobe divenuto nel tempo uno standard di fatto), Swf (Macromedia Flash), DocBook e Xml.
Quest’ultimo formato, legato all’interscambio dati e ai prodotti di groupware e collaborazione, è da tempo presente in OpenOffice.org: la versione 1.1 permette però ora di esportare e importare documenti in Xhtml ed è compatibile a livello di Xslt (è un linguaggio che permette di trasformare documenti Xml in altri documenti Xml) con i documenti Microsoft Office 2003.
Oltre all’integrazione di una famiglia di nuovi font, i miglioramenti si sono ovviamenti concentrati sulla compatibilità con Microsoft Office: il team di sviluppo parla di migliorata stabilità e accuratezza di conversione, specie per gli oggetti grafici. Writer, l’elaboratore di testo di OpenOffice.org, è ora in grado di convertire i campi di documenti Microsoft Word e di meglio interpretarne il layout; Calc, il foglio elettronico, può importare ed esportare aree nelle chart di Microsoft Excel, formattate con bitmap o texture. Impress, lo strumento per le presentazioni, migliora nell’importazione di oggetti WordArt e nella visualizzazione del layout dei frame di testo di Microsoft PowerPoint.
OpenOffice.org, comunque, non nasce come un semplice clone di Microsoft Office: infatti, oltre che strumento di produttività personale, è un’ottima base per il groupware. Non è infatti un caso che, contemporaneamente alla presentazione di OpenOffice 1.1, sia nato il progetto OpenGroupware.org, che punta a creare un server open source che si integri direttamente con gli strumenti della suite e con i maggiori client di groupware.
Infine, non è un mistero che OpenOffice costituisca una grande chance per i paesi in via di sviluppo. Le parole di Sam Hiser, uno dei responsabili marketing del progetto, sono molto chiare: «I paesi emergenti sono un bacino di utenza potenzialmente formidabile per OpenOffice.org e per l’open source in genere. Le versioni localizzate devono essere un punto di forza del progetto». Lo sono già, a dire il vero: se la precedente release di OpenOffice era disponibile con interfaccia utente e dizionario personalizzato multilingue, la versione 1.1 (per adesso con i menu in inglese, ma con i dizionari ortografici già localizzati) promette di fare ancora meglio.





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