Yankee Group prevede il futuro della banda larga nel mondo
Secondo la nota società di analisi del mercato il numero degli utenti di servizi broadband si moltiplicheranno di qui al 2008 toccando alla fine del periodo in esame il totale di 325 milioni di unità. Con qualche specificità regionaleYankee Group ha analizzato il mercato mondiale della banda larga e delle linee digitali e ha reso pubblici i risultati della sua indagine con la relazione “2004 global broadband subscriber report”.
Come era lecito attendersi, l’aumento del numero di abbonati nel mondo è deciso e prorompente. Alla fine dello scorso anno erano 100 milioni, ma entro il 2008 il Gruppo prevede che possano diventare almeno 325 milioni. A fare da traino nel processo di espansione sarà soprattutto la macroregione etichettata come Asia-Pacific, con il consueto ruolo da protagonista rivestito da Giappone e Corea del Sud.
In queste aree e in Europa, in particolare, saranno le tecnologie broadband senza fili a godere di un successo massiccio. Se soltanto oggi raccolgono i favori di circa due milioni e 300 mila utenti, fra quattro anni rappresenteranno l‘8% del mercato complessivo. Per quel che concerne invece il fronte delle cosiddette Digital subscriber line, l’Oriente raggiungerà il picco degli 84 milioni di registrazioni alla fine di quest’anno. Nel 2008 saranno ben 200 milioni.
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La parziale contraddizione del panorama nordamericano, dove le linee a banda larga sono circa 28 milioni e mezzo (dati di fine 2003 della Commissione federale sulle telecomunicazioni) è spiegabile con la strategia aggressiva degli operatori tradizionali, che hanno combattuto il digitale ottimizzando le proprie reti e arrivando a garantire in taluni casi velocità di navigazione addirittura doppie rispetto alla Dsl, scatenando così da parte dei competitor una corsa al ribasso sugli abbonamenti.
Mentre nel frattempo Ovum fissa a 140 milioni gli aficionado mondiali della banda larga per l’anno in corso, fonti provenienti dall’arena telecom asiatica sottolineano come a questo punto il problema sia piuttosto quello di interpretare le specificità di ciascun territorio in modo da garantire ovunque la più adeguata tipologia di offerta e le infrastrutture più adatte.
L’esempio viene da nazioni come Tailandia o Indonesia. Qui, ha spiegato il presidente di Nortel Networks Asia John Giametto, l’installazione di rame o fibra non avrebbe senso e sarebbe troppo costosa. Ben più razionale e cost-effective, allora, la realizzazione di reti light senza fili, ma molto veloci.
Altro caso è quello dell’India: 40 milioni di linee telefoniche, solo 4 milioni scarsi di Pc. Che fare? L’idea è quella di puntare sui servizi video, in una casa digitalizzata in cui la fruizione di Internet nelle maniere tradizionali passa in secondo piano, e dove al centro resta la cara, vecchia televisione.





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