Adobe corre verso Linux
Photoshop, Illustrator e InDesign gireranno sul Pinguino? L’Open source di MyTechQuando si muovono i grandi, anche la ricerca di due posti di lavoro fa scalpore: è il caso di Adobe, che - in via informale - ricerca ciò che in gergo calcistico si chiamano “fuoriclasse” e “uomo di mercato”.
Siamo aperti! Dopo essersi avvicinata all’Osdl - www.osdl.org - (un ente che opera per favorire l’uso di Linux nelle aziende e del quale fanno parte colossi del calibro di Ibm, Hp e Intel; tra l’altro, per Osdl lavora anche, da circa un anno e mezzo, lo stesso Linus Torvalds), Adobe ricerca un guru dell’open source cui affidare un progetto orientato al desktop: un “fuoriclasse” da “dare in pasto alle curve”. E’ una mossa quasi obbligata, che serve per guadagnare la stima della comunità di sviluppo, e che quasi tutti i grandi hanno intrapreso: ricordiamo ad esempio Hewlett Packard, che - alcuni anni orsono - aveva assunto Bruce Perens (uno degli ideatori del contratto sociale Debian), con un investimento ingente a fronte di un impiego a cavallo tra l’uomo immagine e il tecnico.
L’ “uomo di mercato” è un direttore per lo sviluppo del segmento Linux, ritenuto, se non maturo, almeno interessante: tranne Acrobat Reader (peraltro non nell’ultima versione 6.x, ma ancora nella release 5) nessun prodotto Adobe gira su questa piattaforma. E sottolineiamo il termine “piattaforma” anziché “modello di sviluppo”: il Linux inteso da Adobe è più uno dei tanti cloni di Unix che il modello libero e aperto che definisce free software e open source.
Se le cose andranno in porto, avremo probabilmente versioni di Photoshop, Illustrator e InDesign (e soprattutto della vasta offerta Adobe in tema di gestione documentale) per Linux, ma non certo l’apertura dei loro sorgenti: quindi, dal punto di vista della comunità, è importante valutare quale sarà la portata del progetto (presumibilmente libero) allocato al guru da assumere. E in tal senso l’esempio di Sun con Open Office è illuminante: un progetto libero nato dall’apertura dei sorgenti di un’applicazione commerciale che ha regalato molto sia alla comunità (finalmente una suite di tipo office veramente alternativa a Microsoft Office) che all’azienda patrocinante (lo sviluppo di Star Office è ora di fatto trainato da quello di Open Office).
Finora, oltre alla versione per Linux di Acrobat Reader (le cui librerie grafiche sono oltretutto obsolete rispetto alle Gtk e alle Qt di ultima generazione), l’unica esperienza di Adobe in ambito Linux risale al 1999, con il lancio di una beta di FrameMaker mai entrata in produzione. Ciò significa che, sul fronte desktop, sono molte sia le opportunità di mercato in chiave Linux per Adobe: sul fronte server, per contro, alcuni prodotti (quali LiveCycle) esistono già.





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