Solaris 10: sarà Cddl la licenza aperta?
Sun punta sulla Common Development and Distribution License da associare al sistema operativo » Notiziario PmiSenza troppo clamore, Sun Microsystems ha spinto verso un piano più concreto le esplorazioni condotte finora per l’individuazione della formula open source sulla quale sviluppare la nuova licenza software che verrà utilizzata per distribuire l’ultima versione del suo sistema operativo Solaris.
Idee aperte
Nei fatti, l’operazione ha raggiunto un punto chiave proprio negli ultimi giorni quando la società di Santa Clara ha sottoposto all’Open Source Initiative - OSI (l’organismo non profit che valuta la conformità dei software agli standard aperti) una bozza preliminare della licenza CDDL, Common Development and Distribution License.
A grandi linee, i termini di quest’ultima prevedono che il programmatore possa modificare e re-distribuire il codice sorgente di qualsiasi suo progetto di programmazione e, diversamente da molte altre licenze aperte, richiede che le modifiche siano condivise in forma di software open source.
Ciò su cui l’OSI dovrà prestare la maggiore attenzione è sul grado di interdipendenza con la principale licenza open source, cioè la Gpl, poiché tra le due la compatibilità è tutt’altro che scontata.
Com’è noto, Sun ha deciso di proiettare nell’orbita open source l’ultima versione del suo storico OS soprattutto per rinvigorire l’attenzione degli sviluppatori nei suoi confronti e riguadagnare così il terreno rosicchiato dall’avanzare di Linux.





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