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Sicurezza: due ricerche sui rischi per le reti aziendali

Scritto da Vanessa Banfi

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Le imprese sono spesso sprovviste di strategie di protezione ad ampio spettro
Una recente indagine evidenzia come le aziende europee siano esposte a minacce informatiche dovute al sempre più diffuso utilizzo di dispositivi elettronici personali sulle reti aziendali. I rischi sono quindi legati ai cosiddetti “sistemi rogue”, sistemi non autorizzati, non conformi alle policy o non gestiti dai responsabili It, come i computer portatili, i Pda, i cellulari e i lettori Mp3: basta che un dipendente, un fornitore o un cliente colleghi il proprio apparecchio infetto a una rete per contagiare l’intero sistema, aggirando le difese di sicurezza.
Solo il 17% degli intervistati si è organizzato per proteggersi nonostante quasi un’azienda europea su due riconosca che i “sistemi rogue” sono fonte di infezioni e l‘87% abbia ammesso la presenza di questi sistemi sulla propria rete. La ricerca è stata commissionata da McAfee e condotta lo scorso agosto da Datamonitor in 246 organizzazioni di Benelux, Francia, Germania, Italia, Scandinavia, Spagna e Regno Unito.
I rischi legati ai sistemi non autorizzati sono maggiormente presi in considerazione in Francia (ne ammette la presenza il 100% delle aziende) e in Benelux (97%); il Regno Unito è il Paese che più vuole investire in tecnologie per prevenirli, anche se solo il 36% degli interpellati ha già iniziato ad affrontare il problema.
Il 60% delle aziende italiane riconosce la presenza di “sistemi rogue” ma nessuna delle intervistate sta investendo in tecnologie per la prevenzione né li vede come una minaccia “reale e significativa”.
In Spagna, il 69% non se ne sente minacciato e infatti solo il 5% dispone di piani di investimento in progetti per sconfiggerli (quest’ultima cifra sale al 19% in Italia e al 30% in Scandinavia).

Navigando (sicuri) I risultati di un’altra ricerca relativa all’utilizzo personale di Internet sul posto di lavoro mostrano invece come la maggioranza degli intervistati ignori i rischi di sicurezza che si possono correre navigando in Rete.
L’indagine è stata condotta on line da Network Appliance, tiene conto delle risposte di oltre 300 dipendenti di vari Paesi e settori aziendali e mostra come non ci sia consapevolezza delle minacce alle reti dovute all’aumento di phishing, spyware, spam e altre forme di attacchi Web.
Dai dati raccolti emerge che il 73% degli intervistati si connette abitualmente alla Rete dall’ufficio per scopi personali e, fra questi, l‘85% è “totalmente ignaro o scarsamente consapevole dei rischi” che ne conseguono.
Quasi l‘80% degli utenti trascorre almeno un’ora al giorno su Internet durante l’orario lavorativo e circa il 70% scarica file o allegati. Il 70% è favorevole al fatto che l’azienda possa controllare l’utilizzo del Web: per i dipendenti il datore di lavoro ha il diritto di conoscere quale sia l’impiego delle risorse It, ma questa considerazione non viene necessariamente al bisogno di protezione.
Il26% degli interpellati ricorre a Internet per gli acquisti personali, mentre il 18% naviga per cercare offerte di viaggio. Questi comportamenti tendono a registrare un picco in coincidenza con i periodi di vacanza.

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