Bios, l’open source si trasferisce alle biotecnologie
Chi vuole i brevetti software all’americana?Ripensare la proprietàL’open source di MyTech<La filosofia, il modello e l’approccio open source applicati alla ricerca biologica e biotecnologica. È quanto propongono gli scienziati che ruotano attorno a Bios (acronimo per Biological innovation for open society), organizzazione australiana impegnata nel settore, in collaborazione con il gruppo scientifico-libertario Science Commons.
In questo modo, i fautori dell’iniziativa intendono superare i limiti oggettivi della logica dei brevetti che caratterizza anche il mondo della ricerca a sfondo biologico, così da offrire un nuovo impulso all’innovazione in tale ambito.
Per saperne di più Proprio come nel caso dei processi di sviluppo aperto che caratterizzano il software, Bios vuole valorizzare il Web nella sua veste di spazio libero e privo di ostacoli alla condivisione delle risorse e dei saperi.
Nel giro di breve tempo, il gruppo partirà in concreto con il lancio di una piattaforma open source - realizzata con il contributo della “mente” tecnologica di Colab Net, Brian Behlendorf - che promette di “liberare” le sequenze di Dna coperte da proprietà intellettuale, nonché i metodi per effettuare la manipolazione dei materiali biologici.
I soggetti che vorranno aderire al progetto dovranno semplicemente seguire le “regole di coinvolgimento” che l’organismo ha stilato a immagine e somiglianza di quelle della community aperta che si occupa di software.





Ancora nessun commento.