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Open Solaris, adesso si entra nel vivo

Scritto da Antonio Munari

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Sun Microsystems ha ottenuto l’approvazione di Osi per la licenza Cddl » Open sourceAziende e Pmi
Data ormai in dirittura finale già ai primi di dicembre, la licenza Cddl (Community development and distribution license) ha trovato infine l’approvazione ufficiale da parte dell’Osi (Open Source Initiative, cioè l’organismo no profit che valuta la conformità dei software agli standard aperti).
L’evento era atteso soprattutto da una porzione - peraltro parecchio consistente - della comunità open source occupata dagli sviluppatori interessati a verificare le sorti di Solaris 10 dopo che Sun Microsystems svelò i piani di apertura del nuovo sistema.

Idee aperte Già dai primi momenti in cui si cominciò a parlare dell’eventualità del passaggio di Solaris all’open source, fu osservato come i principali problemi nella scelta di Cddl avrebbero riguardato la sua capacità di interagire con la licenza Gpl, cosa tutt’altro che scontata. Infatti, l’elemento che per primo salta agli occhi nel momento dell’approccio con il nuovo schema di regole è proprio la sua incompatibilità con la licenza di riferimento dei sistemi a sorgente aperto.
Ciò comporta che gli sviluppatori non potranno lavorare indifferentemente con il codice di Solaris e con quello di Linux e di tutti gli altri software che rientrano nell’orbita Gpl.
Ottenuta la patente “aperta”, a Sun ora non rimane che procedere con la metamorfosi che porterà alla nascita dell’atteso Open Solaris, circa la quale si attendono i primi, preziosi dettagli.

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