Acer fra successi e sfide dal futuro
» Computer in movimentoMercato: risultati e prospettiveIl buon andamento del 2004 autorizza Acer a nutrire ulteriori ambizioni per il medio periodo. A fine anno l’azienda si è classificata quarta al mondo fra i produttori di Pc crescendo del 34,5% contro il 14,7 del comparto. Un quarto trimestre lanciato (+33%) le ha permesso di scavalcare Fujitsu-Siemens e le consente ora di concentrarsi sul prossimo bersaglio: la scalata alla top 3 dell’industria entro il 2008.
L’area Emea (Europa, Medio Oriente, Africa) è determinante. Lo scenario locale ha goduto di un tasso di incremento del 18,9% ma i ritmi di Acer (53,7%) lo hanno surclassato. Solido il primato sui laptop, col 17,5% di share, una crescita del 62,2% e la leadership in otto nazioni: Italia, Germania, Spagna, Repubblica Ceca, Austria, Belgio, Svizzera e Arabia Saudita.
In movimento Fra i bilanci 2004 e l’espansione che verrà c’è però di mezzo un panorama che cambia, in modo non radicale ma significativo. Non solo perché la corsa al digitale, alla convergenza con l’elettronica e al wireless sono fatti di rilievo, ma perché l’asse portante del mercato si sposterà: “In termini di crescita delle consegne - ha detto il presidente Gianfranco Lanci - paesi come Cina, India, Russia e Brasile sono già entrati nella top ten mondiale nell’ultimo trimestre dello scorso anno” e la Russia, dove Acer ha un ruolo di spicco, potrà trovarsi nel 2009 a immediato ridosso di Germania, Uk e Francia per unità vendute.
È poi rilevante che “in Europa occidentale i progressi di Acer sono stati del 10% circa, mentre a Est, in Africa e in Medio Oriente siamo oltre i 20 punti”. Nel 2005 è probabile che il 50-70% del fatturato Emea possa venire dall’ex-blocco socialista.
La metamorfosi interessa anche i player: su scala ridotta - con l’estinzione degli assemblatori locali, che hanno largamente contribuito alle passate fortune dell’Ict - e su vasta scala. Lanci getta infatti uno sguardo interessato ai rivali diretti, cercando di leggerne in anticipo il gioco. In un mercato Pc dai margini sempre più risicati c’è chi ha deciso di fare fagotto e - dice il presidentissimo - “ha fatto bene”.
Parla di Ibm, che da tempo voleva farsi da parte e ha colto l’occasione con l’affaire-Lenovo I dubbi sull’unione non mancano: “Le differenze culturali fra i due marchi sono enormi e le spese operative gigantesche. Inoltre, da 10-15 anni nessuna fusione in ambito It ha avuto fortuna, nemmeno quella fra Hp e Compaq”. Appunto: “Hewlett-Packard continua a perdere, soffre dell’incapacità di decidere cosa fare e, in particolare, cosa fare dei Pc. C’è chi vorrebbe disfarsene e il dissenso è forte”. Ride invece Dell, che sarebbe tuttavia troppo ancorata a un modello americano e troppo poco orientata al consumer.
Difficoltà anche per Toshiba, che negli Usa ha perso alcune commesse importanti e non può fidarsi granché del retail, mentre Fsc - aggressiva in Emea, fuori un po’ meno - deve fare i conti con una struttura costosa.
Nella sfera di cristallo di Gianfranco Lanci entra per ultima Gateway-Emachines: forte di “un progetto interessante” che potrebbe permetterle di giocare da protagonista nel prossimo quinquennio, ferme restando anche in questo caso le diversità culturali interne.
Acer, alla finestra ma non troppo, è pronta ad approfittare di qualunque passo falso e nel frattempo fissa le prime tappe del cammino: “Quest’anno l’obiettivo è di crescere almeno il 10% in più del mercato e di raddoppiare le rendite dei desktop, riducendo allo stesso tempo del 5% i costi operativi”. In linea coi trend del momento è poi in vista un impegno massiccio nella casa digitale.
Accanto alle novità di prodotto l’azienda benedice comunque il varo di Acer Finance, una soluzione sviluppata insieme a Ge Equipment Finance e mirata a fornire servizi di supporto finanziario standardizzati - locazione, prestiti - o personalizzati, nel tentativo di spalleggiare i rivenditori alle prese con le trattative maggiori e i bandi di gara. Sarà disponibile in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna e Italia.





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