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Sybari nelle mani di Microsoft: assalto al mercato security?

Scritto da Roberto Carminati

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Occhio all’intruso_Difendetevi!
Dopo essersi accaparrata i tool della romena Gecad nel 2003 e quelli di Giant Software Company lo scorso dicembre, Microsoft mette a segno un altro colpo clamoroso nel segmento della sicurezza. Entra a far parte del suo team la specialista delle tecnologie antivirus, antispam e di filtro dei contenuti Sybari, sede a East Northport nello stato di New York.
I dettagli economici dell’affare sono tuttora oscuri. Ben noto è invece il tentativo del patron di Sybari Software Bob Wallace di dar vita lo scorso anno a una offerta pubblica (Ipo) del valore di almeno 57 milioni di dollari.

Difendetevi! Si tratta di quello stesso Bob che poco prima aveva espresso l’intenzione di tener lontana la società dalle compravendite e dal corteggiamento degli investitori, e che l’ha comunque condotta a una netta riduzione del deficit (oltre 3 milioni di dollari nel 2001, 445 mila nel 2003) contestuale al raddoppio degli incassi, stimati a 38 milioni e 200 mila due anni fa.
Ripensamenti a parte (“Le cose cambiano”, ha detto Wallace ispirandosi a Eraclito) la notizia dell’accorpamento ha causato qualche prevedibile sconquasso sul mercato e fra i tradizionali amici di Redmond in ambito security. Le quote azionarie di Symantec, Computer Associates e McAfee sono scivolate, nonostante l’ostentata sufficienza con cui le prime due sembrano aver accolto la notizia.

Divisi gli analisti. Una relazione di Equity Research (Standard & Poor’s) ha definito le manovre di Microsoft “deludenti”, “insoddisfacenti”, mentre il direttore delle ricerche di Gartner Group Neil MacDonald si è soffermato su due aspetti distinti.
Da una parte l’indubbia importanza della mossa per Microsoft e per l’intero scenario; dall’altra il conflitto di interesse che essa porta con sé, vista la naturale predisposizione di applicativi come Internet Explorer, Exchange e Outlook a farsi humus per ogni sorta di vulnerabilità e minaccia: “L’obiettivo di Microsoft - ha dichiarato MacDonald - dovrebbe essere di eliminare il bisogno di programmi antivirus e anti-intrusione”. A casa Gates, invece, la campagna acquisti sembra essere attività ben più gettonata della caccia al malware. C’è sempre un motivo.

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