Brevetto software europeo: (ri)esplode la polemica
Chi vuole i brevetti software all’americana?Xbox, cavo da sostituireLa telenovela sul brevetto europeo si è arricchita fra ieri e oggi di inedite indiscrezioni. La più clamorosa ha come protagonista Microsoft, interessata da una serie di rivelazioni e di smentite che si sono rincorse senza tregua per tutte le ultime ventiquattro ore.
Tutto ha avuto inizio quando il quotidiano danese Børsen ha fatto cenno a presunte pressioni esercitate qualche mese fa da Bill Gates sul primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen e su altri due membri del governo.
Il fondatore di Microsoft avrebbe affermato che, in mancanza del voto della direttiva europea sulla brevettabilità del software, 800 posti di Navision - la società di software danese che Redmond ha acquisito nel 2002 - sarebbero stati spostati dalla Danimarca agli Stati Uniti.
Un’accusa grave, che nonostante le pronte smentite di casa Gates fa seguito a tutta una serie di altri rumor secondo i quali Microsoft sarebbe tra le più attive nelle azioni di lobbying tese a far approvare la direttiva sui brevetti software.
A quanto pare impegnatissimo, tuttavia, il colosso statunitense non è il solo a muoversi in tale direzione.
Risulta anzi in buona e numerosa compagnia: lo scorso gennaio il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza ha parlato di una strana lettera recapitata poco prima al capo del governo polacco Marek Belka.
Il mittente era multiplo, recando la firma di Siemens, Nokia, Philips, Ericsson e Alcatel. Sebbene resti coperto da un vincolo di segretezza, il contenuto della missiva sembra facesse riferimento a una sorta di atto punitivo: la minaccia del ritiro degli investimenti dalla Polonia in risposta alle resistenze e ai veti espressi dal Paese lungo tutto l’iter di approvazione del provvedimento sul brevetto Ue.





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