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The Gimp a un punto di svolta

Scritto da Guido Sintoni

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Verso la separazione e verso un ruolo da protagonista delle scrivanie_Adobe loves Linux_Notiziario Pmi
The Gimp (Gnu image manipulation program) rappresenta una soluzione obbligata o quasi per gli utenti Linux/Unix che vogliano cimentarsi con la grafica creativa basata su bitmap: si tratta di un’applicazione (disponibile anche per Windows) cresciuta nel tempo per qualità e funzioni.
Eppure, nonostante le indubbie qualità, per il “Photoshop dei poveri” (questo uno dei tanti nomignoli irriverenti affibbiati all’applicazione) non ha mai conquistato la stessa popolarità di cui altri strumenti open source godono.

Lo scenario aziendale Per gli sviluppatori di Gimp, Firefox (indubbiamente l’applicazione aperta del momento) potrebbe essere una valida guida e suggerire di unire la semplicità d’uso alla qualità intrinseca.
Gimp non è difficile da utilizzare, ma il suo problema maggiore è un’interfaccia d’uso “di rottura”: diversa, cioè, da quella che caratterizza la stragrande maggioranza delle applicazioni, relative alla grafica o meno. Nel tempo la miriade di finestre che accompagnavano il lancio di Gimp è scesa a un numero ragionevole, ma la curva di apprendimento per sfruttarne le funzionalità è ancora troppo lunga.
Il desktop publishing sotto Linux e Unix è già possibile grazie a Gimp (grafica bidimensionale di tipo bitmap); Inkscape (grafica vettoriale) e Scribus (composizione e formattazione): ma è ancora poco omogeneo per potere pensare a un approdo di massa sulle scrivanie dei professionisti del settore.
Proprio Inkscape e Scribus (che pure sono progetti meno consolidati di Gimp) hanno quello che manca a Gimp: un’interfaccia che ricorda le applicazioni più diffuse e una connotazione funzionale ben precisa.

Per certi versi, Gimp sembra una via di mezzo fra strumento per il Web e per il desktop publishing.
Se il team dei suoi sviluppatori strutturasse due filoni differenti, la parte per la grafica Web potrebbe vivere di vita autonoma e la parte per il desktop publishing concentrare i propri sforzi su migliori funzionalità Cmyk, gestione dei colori e dei font.
Non si tratta di un problema in sé nuovo. Alcuni anni fa, infatti, la stessa Adobe si era trovata in una simile situazione, scegliendo la via della specializzazione: l’azienda di San Jose, che da tempo ammicca all’open source, aveva lanciato Image Ready per la grafica orientata al Web e le animazioni di immagini, ritagliando a Photoshop il ruolo di applicazione di grafica per il desktop professionale (e tuttora di riferimento per la concorrenza).

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