Microsoft ama il P2P. Per collaborare
Ecco perchè Redmond ha comprato GroovePer molti, la vera killer application di Microsoft (il prodotto che cioè ne ha garantito l’insostituibilità - o quasi - sul desktop) è la suite Office: costosa pur se efficace, è sempre sulla breccia e risponde alle sfide di altre applicazioni - in primo luogo, la suite libera OpenOffice patrocinata da Sun - con l’arricchimento funzionale.
Piccole aziende È così che si spiega l’acquisto di Groove da parte dell’azienda di Bill Gates: un’iniezione di vitamine per l’Office che verrà. Groove, realtà magari non notissima nel panorama italiano, è stata fondata da Ray Ozzie, creatore di Lotus Notes: un vero e proprio maestro nel fare lavorare insieme gli utenti di applicazioni per la produttività individuale.
Già il nome di Ozzie può essere una buona garanzia; esulando dalle dichiarazioni di rito provenienti da Redmond, si può dire con il senno di poi che l’acquisizione era inevitabile o quasi.
Da tempo, infatti, Groove Virtual Office (che discende da un precedente prodotto chiamato Workspace) è un framework per la collaborazione in grado di funzionare in ambienti Intranet ed Extranet, e permette di condividere documenti, diagrammi, appuntamenti mediante un’unica interfaccia; dotato di funzioni potenti per la gestione di processi e riunioni; macro per personalizzare i form, si integra già con Microsoft Project e il calendario di Outlook, e si sincronizza con Microsoft Share Point.
Virtual Office lavora in modalità peer to peer: non passando per infrastrutture centralizzate quali server dedicati e non richiedendo politiche di sicurezza specifiche, permette a utenti fisicamente distanti di collaborare tra di loro: ad esempio, condividere in tempo reale documenti e appuntamenti da e verso la propria azienda.
È un chiaro punto di forza dell’offerta Microsoft (che, come al solito, non ha anticipato granché sulle modalità operative di integrazione di Groove) per le piccole realtà: quelle che non richiedono grandi progetti ma che, tutto sommato, hanno le stesse esigenze delle grandi e - rispecchiando l’attuale situazione economica - “devono fare di più con meno”. Esattamente come promette un jingle di Redmond per un proprio prodotto server.





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