Brasile: il software è povero ma bello. E soprattutto libero
MyTech e l’open source“Pensiamo che l’uso di software libero di elevata qualità sia migliore rispetto alle versioni ridotte di software proprietario offerto da Microsoft sui Pc che saranno venduti ai poveri”. Parole e musica - rigorosamente samba - di Walter Bender del prestigioso Mit (Massachusetts Institute of Technology), che ha ribadito il concetto in una lettera indirizzata al governo carioca.
“Il software libero è molto migliore per costi, potenzialità e qualità” conclude Bender in quello che sembra più una soluzione al digital divide che un consiglio a un Paese in via di sviluppo (su cui molti vendor di software proprietario, Microsoft in testa, hanno da tempo puntato gli occhi).
Il presidente Lula dovrà quindi decidere se affidare a Windows Starter Edition o al software libero la sfida di Pc Conectado, vale a dire il programma governativo per l’alfabetizzazione informatica di milioni di brasiliani.
ApertaMente Pc Conectado prevede di finanziare in tutto o in parte l’acquisto di un Pc da parte dei cittadini poveri per favorirne l’emancipazione sociale e l’accesso a opportunità lavorative legate a Internet e all’informatica.
Un aspetto, quest’ultimo, più volte sottolineato da Bender nella sua missiva: “Se il codice sorgente è proprietario, finisce con il rubare alla popolazione un modo per imparare e per lavorare”. Nessuna replica è arrivata né da Redmond, né dalla filiale brasiliana di Microsoft.
Comunque vada, la decisione su Pc Conectado si preannuncia sofferta: chi spinge per Windows lo fa in nome della familiarità che molti utenti hanno già con il sistema operativo di casa Gates; chi suggerisce l’uso del free software ne sottolinea la convenienza economica, non esistendo costi di licenza.





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