I cybercriminali russi sono i migliori!
Sarebbero i connazionali di Putin gli attaccanti più temibili_Patch & co.Il pericolo viene dall’Est: quello che sembra il titolo di una datata spy story è anche il grido d’allarme del braccio informatico della polizia russa, chiamato Dipartimento K.Protezioni Con un pizzico di ex-sovietica certezza, il verdetto di Dipartimento K è chiaro: “I software russi sono i migliori del mondo, e questo è il motivo per cui i nostri attacchi informatici sono tra i più temibili”, ha spiegato Boris Miroshnikov, uno dei leader di Dipartimento K.
In un discorso tenuto all’ e-Crime Congress di Londra pochi giorni fa, Miroshnikov ha motivato l’affermazione così: “I pirati in erba sono ormai cresciuti, e hanno sviluppato le proprie tecniche d’attacco: non si tratta più di attacchi casuali e gratuiti”. Proprio questo aspetto è, per certi versi il più preoccupante: sembra farsi strada una nuova professione, quella del cybercriminale. Continua Miroshnikov: “Se ci si accorge che l’attacco informatico può diventare un lavoro ben pagato, e se si è sufficientemente abili con la tastiera, la tentazione è forte”.
Quali rimedi, allora? “Normative e rogatorie internazionali unificate per i crimini informatici, per rendere più semplice il lavoro di polizia; una miglior collaborazione tra settore pubblico e privato, specie i provider Internet e le grandi aziende”.
Le ultime imprese dei cybercriminali russi li hanno visti impiegati in una serie di denial of service perpetrati contro siti Web di scommesse online: facile pensare a possibili estorsioni. Ma è anche impossibile non considerare che Internet è un fenomeno trasversale, e che la nazionalità non sembra essere più un fattore distintivo: perché la conoscenza - anche quella poco etica - non ha bisogno del passaporto.





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