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OpenOffice, problemi di memoria. Già risolti

Scritto da Guido Sintoni

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Così compatibile con Microsoft Office da replicarne anche gli errori?
Firefox? Gran bel browser! Paradossi a parte, il problema evidenziato da Microsoft Word - e corretto da Microsoft con il ciclo di patch di aprile - trova il suo controaltare nel buffer overflow trovato nelle versioni stabile (1.1.4) e di sviluppo (2.0 beta) di OpenOffice.
Il problema, noto dalla fine di marzo, è legato a una funzione che gestisce file in formato .doc, ed è esposto all’heap overflow, ovvero alla possibile sovrascrittura di segmenti di memoria dinamica (eventualmente con codice arbitrario, se la funzione gestisce file appositamente creati).

Su MyTech la prova di OpenOffice

Pur relativo alla sovrascrittura dei segmenti di memoria, quello di OpenOffice non è un bug estremamente critico: la danese Secunia gli assegna il terzo dei cinque gradini della propria scala, definendolo “moderatamente critico”. La motivazione è chiara: la vulnerabilità può portare alla compromissione di sistema, ma richiede una notevole interazione dell’utente perché ciò si verifichi.

Ha dichiarato Louis Suarez-Potts di OpenOffice.org: “Il lavoro sul codice è terminato mercoledì, e attualmente stiamo testando la patch. Al più presto la distribuiremo, probabilmente entro fine settimana. La patch sarà incorporata nelle prossime versioni di OpenOffice”.

Il problema riguarda le versioni stabili di OpenOffice: quella di sviluppo è nel frattempo arrivata alla 1.9.m91, che rende obsoleta la 2.0 beta in questione e incorpora già la patch. Caso chiuso, quindi: si è trattato di un errore di codice, che è stato corretto prontamente. E, come al solito, con una velocità sconosciuta al modello di sviluppo chiuso, tipico del software commerciale. Perché bisogna ricordare che spesso i bug di Word restano si riflettono per mesi sugli utenti prima di essere corretti da Microsoft.

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