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Adobe Systems-Macromedia, l’ultima delle maxifusioni

Scritto da Roberto Carminati

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Il traguardo è un più vasto range di soluzioni multimediali per la tecnologia in movimento_Adobe loves Linux_Notiziario Pmi
Adobe Systems si prepara ad acquisire Macromedia per 3 miliardi e 400 milioni di dollari in azioni. Obiettivo, la conquista di un pubblico più ampio e di più vaste opportunità di mercato nei segmenti del multimedia, con un occhio di riguardo alle soluzioni per i dispositivi portatili di nuova generazione.
L’operazione, la cui conclusione definitiva è fissata per l’autunno, è ora soggetta all’approvazione da parte degli organismi di regolamentazione del mercato e dell’assemblea dei soci di Macromedia. Alle azioni di quest’ultima (ciascuna delle quali pari, nella transazione, a 0,69 azioni Adobe) verrebbe attribuito il valore di 41 dollari e 86 centesimi, con un bonus del 25% rispetto a quanto totalizzato alla chiusura degli scambi di venerdì (33 dollari e 45).
Importanti differenze marcano il confine fra questa e altre, recenti compravendite miliardarie e la distanza da altri corteggiamenti condotti, o no, a buon fine.

Lo scenario aziendale
Intanto, entrambe le aziende si presentano alla fusione in buona salute: gli analisti credono che il prossimo bilancio di Adobe possa sfiorare i 490 milioni di dollari, con un guadagno netto per azione di 54 centesimi. Allo scadere del quarto trimestre fiscale (31 marzo) i produttori di Flash dovrebbero invece aver registrato introiti effettivi oltre i 110 milioni di dollari.
Alle voci del clamoroso accordo l’azienda acquirente è scesa in borsa sino al 12%; mentre Macromedia ha guadagnato circa l‘8 ma le prospettive per il futuro restano comunque rosee: Adobe Systems pensa di poter chiudere in pareggio, o con una leggera crescita degli utili, già dopo 12 mesi: un pronostico che molti considerano sin troppo prudente.
Secondo gli esperti, e data la robustezza delle due realtà in questione, il progetto differisce da altre maxifusioni in ambito software (e non solo) anche perché non è compiuto in nome dell’economia di scala bensì in vista di una plausibile espansione reale.

A ispirarlo, il tentativo da parte di Adobe Systems di completare la propria specializzazione nel desktop publishing con una competenza in fatto di pubblicazione sul Web che sarebbe stato arduo creare in casa. Non solo: i due storici brand potrebbero contare su una cultura aziendale simile e su un bacino di utenza, quello degli applicativi per smartphone, cellulari e palmari, destinato a crescere in misura notevole nei prossimi anni.
Significativamente, le fonti escludono il ricorso a tagli della forza lavoro, calcolabile nell’ordine delle 3.700 unità nel mondo per la sola Adobe. Le difficoltà potrebbero arrivare invece dall’integrazione delle due gamme prodotti, entro le quali qualche pacchetto di prestigio potrebbe essere costretto all’oblio.
Alcuni commentatori hanno infatti notato che rilasci come “Free Hand” di Macromedia potrebbero essere pensionati per fare largo al classico “Illustrator” del catalogo Adobe, in modo da evitare forme di concorrenza interna.

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