La Cina è vicina (anche nel malware)
Inclusa già da diverso tempo nella disonorevole classifica mondiale delle nazioni che producono la maggiore quantità di malware, la Cina è l’oggetto di un nuovo rapporto, dal quale ne esce sempre più minacciosa sotto il profilo della sicurezza informatica mondiale.
A compilare l’analisi è stata la security firm Ciphertrust, secondo cui circa il 20 per cento di tutti i computer da cui partono messaggi spazzatura, virus e forme di attacco ai siti Web è localizzabile in Cina.
Protezioni A motivare il fenomeno c’è innanzitutto un fattore fisiologico, poiché il Paese asiatico è oggi il secondo al mondo in quanto a numero di abitanti che utilizzano la Rete, sebbene attualmente ci sia soltanto l‘8 per cento della popolazione complessiva in grado di andare online.
Ma non va trascurato anche l’elemento politico-sociale: la generale apertura del governo cinese nei confronti dell’esterno si sta traducendo anche in una sua rilassatezza più accentuata verso il traffico Internet, che di conseguenza risulta anche maggiormente assoggettato alle forme di malware.
Ciò non significa tuttavia che le cosiddetta Grande Muraglia Internet abbia smesso di produrre i suoi effetti censori e protezionistico-protettivi nei confronti della popolazione. Tanto è vero che, per ironia della sorte, nonostante la grande mole di disagi originati in patria i cinesi risultano tra i meno afflitti al mondo dai problemi di sicurezza anche se almeno l‘80 per cento dell’utenza oggi dichiara di essersi trovato almeno una volta alle prese con una qualche forma di software malevolo.
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