Cittadini on line, lo sportello non c’è più
Secondo il Censis più richiesti servizi locali su Internet che uffici aperti al pubblico nel territorio_Il governo della rete_Internet: le notizieÈ il sogno di ogni cittadino: non mettersi in fila per pagare l’Ici e non litigare con l’impiegato scorbutico quando si richiede un certificato. Un sogno che piemontesi e liguri hanno in parte realizzato ma che per campani e sardi resta ancora, appunto, solo un sogno. La magia l’hanno fatta Internet e quei Comuni che hanno voluto sfruttare tutte le sue potenzialità. >In diretta dalla Rete La rete, in realtà, spopola tra tutti i Comuni italiani. Oltre il 92% ha un sito web, ma solo uno su quattro, offre dei servizi interattivi efficienti come la possibilità di pagare le tasse locali o di ottenere un certificato senza spostarsi da casa. E quei pochi sono più al nord che al sud. La maggior parte degli altri Comuni, invece, si limita a pubblicare online informazioni e modulistica.
La statistica sulla penetrazione di internet nella pubblica amministrazione è stata presentata in occasione della sedicesima edizione del Forum della pubblica amministrazione, in questi giorni a Roma, dall’osservatorio Crc (Centri regionali di competenza), in collaborazione con il ministero dell’Innovazione e con il Cnipa (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione).
CITTADINI DIGITALI
Una ricerca più approfondita è stata effettuata su oltre mille Comuni con oltre dieci mila abitanti. Nel Nord Est la percentuale di Comuni dotati di un sito è più alta: dal 92,2% della media nazionale di sale infatti al 98,2%. Seguono il Centro con il 97% e il Nord Ovest con il 96,4%. La media scende tra le amministrazioni di Sud e Isole: la percentuale in queste zone è dell‘84,7%. La differenza tra Nord e Sud si amplia guardando ai Comuni che hanno reso il loro sito interattivo. In Italia sono il 24,6%. Ma all’alto numero del Nord Ovest (44,4%) si contrappone il 13,1% di Sud e isole.
Per i siti che ne dispongono, i servizi interattivi offerti vanno dai pagamenti delle tasse (l’Ici in testa), all’iscrizione scolastica, alla dichiarazione di cambio di residenza o domicilio.
L’estensione dell’uso di internet anche per altri servizi (come la prenotazione di un libro della biblioteca comunale, l’abbonamento ai servizi di trasporto, l’offerta e la richiesta di lavoro o la prenotazione di una visita medica) è la prossima sfida per le amministrazioni comunali che vogliono offrire più servizi ai cittadini.
Del resto una recente ricerca del Censis, ”Cittadini digitali”, presentata anch’essa nel corso del Forum P.A. 2005, rivela che il sogno degli italiani per una pubblica amministrazione efficiente è proprio quello di eliminare gli sportelli (e quindi le file) e poter interagire con gli uffici dalla scrivania di casa. Secondo la ricerca, è la prima volta che i cittadini che chiedono l’accesso a distanza sorpassano quelli che preferiscono avere più sportelli sul territorio, magari con orari prolungati. Il 26% vorrebbe una diffusione maggiore di call-center, il 14% chiede informazioni tramite Tv e il 13% via Internet. Tra i servizi on line della P.A., quelli che gli italiani ritengono più utili sono le informazioni sui servizi offerti dal proprio comune e sulle procedure amministrative.
UN MOTORE DI RICERCA PER SOLI ANZIANI
La ricerca del Censis fornisce inoltre un quadro degli utenti dei siti Internet della pubblica amministrazione: i dipendenti pubblici visitano più frequentemente i siti dei ministeri, i dipendenti privati e gli studenti si collegano agli enti pubblici (come l’Inps o le università), infine i liberi professionisti visitano più spesso le pagine web dei loro Comuni. Il Censis fornisce anche dati che confermano la necessità di incremento del servizio internet della pubblica amministrazione: dal 1996 il numero di utenti di Internet è passato da 0.36 a 20 milioni; il 69% sono giovani sotto i 29 anni, l‘89% sono studenti, mentre le categorie meno abituate alla rete sono i le casalinghe, con l‘11.1%, e i pensionati, con il 14.8%.
Ma proprio a questi ultimi ha pensato l’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) che sempre al Forum P.A. ha presentato un motore di ricerca per gli utenti avanti con gli anni. Si chiama “Per noi anziani” e servirà a ottenere informazioni sui servizi che i comuni e le strutture pubbliche mettono a loro disposizione. Al motore si potrà accedere attraverso l’intranet delle maggiori aziende pubbliche e tramite il web per gli utenti dotati di password.





Ancora nessun commento.