E-mail sul cellulare: è guerra
Un mercato sconfinato finora sfruttato solo da Blackberry. Ma i concorrenti…Palmari e notebookPare che tutti si accorgano che la prossima mania globale nel mondo delle telecomunicazioni e della tecnologia potrebbe essere l’email da cellulare. La Microsoft, la più grande azienda informatica al mondo, ha appena presentato una nuova versione di Windows per i cellulari. Sarà in grado di gestire programmi di aziende informatiche indipendenti, come per esempio Visto, Good Technology, Seven e Intellisync, tutte nella Silicon Valley.
Gli utenti dei cellulari potranno così inviare e ricevere email con i propri apparecchi. Tutto questo è accaduto dopo un concitato aprile, che ha visto l’acquisizione della Smartner, rivale finlandese, da parte della Seven; Visto ha concluso un affare con Vodafone, il più grande operatore di telefonia mobile al mondo, e con Roger Wireless, in Canada, per cominciare a offrire servizi per le email dalla telefonia mobile.
Per approfondire COME IL CRACK
Considerate nel breve termine queste sembrerebbero cattive notizie soprattutto per Rim (Research in Motion), azienda canadese che ora domina il settore delle email inviate da cellulari con l’apparecchio Blackberry (soprannominato “CrackBerry” poiché crea dipendenza come una sostanza stupefacente, quale il crack, appunto). A differenza delle aziende informatiche più piccole che gli stanno alle calcagna, Rim offre ai propri utenti un servizio completo comprendente sia il software sia l’hardware. In tal modo è riuscita a raggiungere presto una posizione di comando.
Ma il quadro generale è ancora più avvincente: Rim ha registrato un successo incredibile sebbene abbia solo circa 3 milioni di utenti, la maggior parte dei quali sono dirigenti costantemente in viaggio. E questo rispetto a un potenziale di 150 milioni di dipendenti in tutto il mondo che usano le e-mail ma non dispongono ancora di un servizio mobile; per non parlare del miliardo e mezzo di consumatori che posseggono un telefono cellulare, amano inviare sms e potrebbero appassionarsi anche alle email. Dei 680 milioni di apparecchi venduti l’anno scorso, solo 20 milioni erano cosiddetti “telefoni intelligenti” che fungono anche da agenda, rubrica e possono inviare e-mail.
APPLICAZIONE KILLER
«Siamo davvero ancora agli albori di questa fenomeno» secondo Pip Coburn, analista presso Ubs. Secondo le sue previsioni, le email da telefonini saranno «un’applicazione killer», poiché richiamano le più forti necessità psicologiche ed emotive degli esseri umani, ossia il desiderio di essere in contatto con gli altri (e, contemporaneamente, la paura dell’isolamento sociale, in assenza di tale comunicazione). Inoltre si fa appello alla voglia di essere “mobili” senza dovere imparare granché, visto che queste persone sanno già come inviare email dai pc che utilizzano quotidianamente.
È quindi probabile che l’email spazzi via altri fantasiosi servizi che gli operatori di telefonia mobile sperano di eliminare dalle reti wireless di terza generazione. Uno dei guru delle telecomunicazioni, Andrew Odlyzko, ha condotto tempo fa un’indagine chiedendo agli intervistati di scegliere, in via ipotetica, tra avere l’email oppure l’intero contenuto della rete internet mondiale: il 95% ha optato per l’email.
DUBBI SUL CELLULARE-COLTELLINO MULTIUSO
Le implicazioni sono molteplici: innanzitutto, come sostiene Coburn, la tendenza ad avere cellulari tipo coltellino svizzero multiuso potrebbe non andare molto lontano, mentre i “cellulari intelligenti e stupidi”, semplici e poco costosi, che si limitano a mettere in contatto le persone via voce, sms ed email, potrebbero alla fine risultare vincitori sul mercato di massa.
In secondo luogo, il campo è ancora apertissimo per l’industria informatica. Woody Hobbs, a capo di Intellisync, ha formulato una soluzione analoga con i pc agli inizi degli anni 80. All’epoca, Apple occupava una posizione di predominio con un pacchetto vincente di prodotti hardware e software brevettati. Alla fine, però, ha perso nei confronti di produttori di hardware i cui articoli erano compatibili con i sistemi operativi Microsoft. Oggi Rim potrebbe interpretare la parte che fu di Apple; per tutti gli altri ruoli, invece, l’esame comincia adesso.
© The Economist Newspaper Limited, London, 2005





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