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Zombie: è partita la tournée europea

Scritto da Guido Sintoni

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Il vecchio continente sorpassa gli Stati Uniti nella poco invidiabile graduatoria delle macchine infette e al servizio del malaffare_Tutto sugli antivirus_SONDAGGIO. Usi l’antispyware?
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Da tempo, ormai, molte fonti qualificate lanciano periodici allarmi sui botnet: vaste reti di sistemi compromessi usati per diffondere attacchi informatici, spesso di denial of service, spam e furti di identità.
Stavolta tocca a CipherTrust fornire nuovi dati: è nella vecchia Europa che gli zombie (Pc controllati da attaccanti, senza che l’utente se ne renda conto: è il caso delle macchine che fanno parte dei botnet) sono più diffusi.

Protezioni! Usando uno strumento che permette di tracciare le macchine zombie, significativamente chiamato ZombieMeter, l’azienda - che si occupa di analizzare il traffico di rete, e quello delle e-mail in particolare - sostiene che il 26% degli zombie è di provenienza europea.
La nazione più colpita è la Germania (con il 6% delle macchine totali), seguita a ruota dalla Francia (5%) e dal Regno Unito (3%): balza all’occhio come le macchine zombie siano frammentate, e non ci sia una vera e propria nazione leader, quale potrebbe essere la Corea del Sud o la Cina in tema di spam.
170.000 sarebbero le macchine prese di mira (e violate) dagli attaccanti ogni giorno: il 20% è dislocato negli Stati Uniti (l’ex maglia nera di categoria ha ceduto il testimone all’Europa) e il 15% in Cina.

Dati allarmanti, cui varie organizzazioni tentano di controbattere: da quelle private (tipo The Honeynet Project) a quelle governative (dalla Federal trade commission statunitense, che ha lanciato con altri 18 paesi l’iniziativa “Operation spam zombies” per spingere i provider a un maggior controllo sullo spam inviato dai propri utenti).
Nel frattempo, per l’utente privato ci sono due amici cui affidarsi: il firewall personale e l’antivirus.

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