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Nokia non teme l’accordo BenQ-Siemens

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Due tacchini non fanno un’aquila, dicono i vertici della multinazionale finlandese. Replica asciutta ma piccata in arrivo da Taiwan_Personal computer_Notiziario Pmi_News Digitimes_I laptop di PcPro_Siemens cede a BenQ il business dei telefonini
Secondo Anssi Vanjoki, vice presidente esecutivo e amministratore delegato della divisione “Multimedia” di Nokia, la decisione di BenQ di farsi carico del business in perdita dei telefonini di Siemens rappresenta una mossa positiva per l’industria globale dei dispositivi mobile e anche per Nokia, ma le prospettive per le due aziende coinvolte non sono altrettanto rosee.
L’integrazione delle unità aziendali dedicate alla telefonia in seno alle due società equivale all’incontro fra due grandi problemi, ha commentato Vanjoki dopo essere stato interpellato in proposito ai margini della Nokia Connection 2005 in corso da lunedì 13 giugno. Il manager avrebbe inoltre aggiunto: “L’effetto della fusione potrebbe essere limitato perché “due tacchini non fanno un’aquila”.

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Nonostante le richieste di commento, il presidente di BenQ Ky Lee, l’uomo che più di tutti ha appoggiato il piano di acquisizione, si è rifiutato di replicare agli strali di Vanjoki.
Lo ha scritto oggi la pubblicazione in lingua cinese “Commercial times”, aggiungendo però che secondo il responsabile finanziario di BenQ Eric Yu la chiave del successo di un piano di fusione risiede nelle capacità esecutive delle aziende coinvolte.

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