Palmari: Windows Mobile 05 sotto la lente
Photogallery palmari_COMPUTERA un mese abbondante dall’annuncio ufficiale della nuova versione del sistema operativo per palmari e smartphone, Microsoft deve incassare le prime osservazioni critiche da parte di analisti ed esperti di settore. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la novità dell’ultima ora di Windows Mobile 5.0, quella “direct push technology” utile per collegare direttamente via wireless Exchange Server ai device mobili e quindi abilitare la ricezione di messaggi di posta elettronica (con relativi allegati di file di Word, Excel e Powerpoint) senza l’ausilio di software aggiuntivi, esattamente come propone da tempo Rim sui propri Blackberry.
Computer che camminano Dati a rischio?
Quanto però annunciato all’ultima TechEd 2005 Conference di Orlando è stato “sconfessato” da alcuni analisti di Gartner, che hanno messo in dubbio la sicurezza, almeno in chiave grandi aziende, del servizio che fa leva sul Messaging and Security Feature Pack del nuovo software sviluppato a Redmond. Senza il contributo di aggiuntivi tool di terze parti, questa infatti la tesi, il sistema non garantisce piena protezione dei dati nel caso in cui il dispositivo mobile venisse perso o rubato, in quanto i file archiviati su supporti removibili (vedi card Secure Digital o Compact Flash) non sono recuperabili (come invece lo sono quelli in memoria) per via remota dagli amministratori di sistema. Per farla breve, Windows Mobile 5.0 non dispone di un software di push e-mail che contempla dati crittografati, nonostante il sistema operativo disponga di serie di Api (application programming interfaces) destinate allo scopo. Secondo gli analisti di Gartner, il “buco” di cui sopra è un’occasione persa per Microsoft per dimostrare come la sua piattaforma mobile sia in tutto e per tutto un sistema sicuro in modo nativo.
Push or not push?
Ma c’è di più. Alcuni addetti ai lavori americani hanno messo in dubbio anche il fatto che il servizio appena presentato sia realmente di tipo “push”: i messaggi e-mail verrebbero sì automaticamente distribuiti dal server al terminale (la logica del “push” che ha fatto la fortuna di BlackBerry) ma solo attraverso un processo di richieste e contro richieste Http fra i due ambienti e solo tramite una connessione wireless ActiveSync che abilita il download (verso il palmare o lo smartphone) di qualsiasi modifica intercorsa nella mailbox (o nella rubrica e nell’agenda) dell’utente.
Gli sviluppatori Microsoft garantiscono come tale sistema non incida minimamente sulle batterie del terminale (il consumo di energia è effettivo solo in presenza del download e non a ogni singolo invio di messaggio Http di verifica) ma sono in molti a rilevare come a Redmond non abbiano esattamente seguito la definizione classica di “push e-mail”.
Un upgrade non per tutti?
In attesa di verificare con mano la bontà dell’upgrade sui primi palmari che la ospiteranno - si parla di fine estate - c’è una seconda ombra sulle capacità del nuovo Os e riguarda una delle sue nuove migliori funzionalità, la memoria di storage “persistente”, che permette di salvare i dati di qualsiasi applicazioni in uso fino all’esaurimento delle batterie. Windows Mobile 5.0 utilizza memoria Ram solo per le applicazioni correnti mentre tutti i dati sono archiviati a livello di Rom, rispetto a una dotazione standard nell’ordine di 128 MByte: un vantaggio considerevole soprattutto per utenti esigenti ma che nasconde un problema non di poco conto. Per una serie di Pocket Pc che non hanno sufficiente spazio Rom per abilitare la funzione di “memory storage” l’upgrade a Windows Mobile 2005 è impossibile sulla carta a meno di accontentarsi di pochi MByte di archivio dati interno. Come copriranno la falla in quel di Redmond?





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