Ajax, quanto bisogna fidarsi?
Qualcuno sostiene comporti più costi che benefici
“Siamo alla punta dell’iceberg per quanto riguarda le applicazioni che si appoggiano su browser Web”. Le parole di un analista per descrivere Ajax sono piene di enfasi, ma celano fin troppo disinvoltamente alcuni punti interrogativi legati a questa tecnologia, potenzialmente rivoluzionaria ma ancora non messa pienamente alla prova.>In diretta dalla rete
In altri termini, chi ne ha intuito le potenzialità e tenta di spiegarle al mondo continua a farlo scrivendo i propri report su Office, non certo aspettando che l’accordo tra Google e Sun partorisca la versione per il Web di una suite alternativa a quella di Microsoft.
Non che manchino i primi esempi di ciò che Ajax è in grado di fare: Google Maps è uno. Piace la possibilità di guidare con il mouse la ricerca di un dettaglio o di un luogo su una cartina non più statica, ma quasi viva e realmente a disposizione dell’utente? Questo accade grazie ad Ajax, o - meglio - a una corretta realizzazione delle sue linee guida.
E la realizzazione delle linee guida passa per due aspetti base: l’abilità dei programmatori e la capacità di un’azienda di coordinarli e remunerarli, sapendo che i costi di sviluppo possono essere ingenti. Microsoft - che pure sostiene di guardare attentamente ad Ajax - solleva proprio questi dubbi (anche a protezione di una gallina dalle uova d’oro quale Office): gli strumenti a disposizione dei programmatori sarebbero ancora inferiori rispetto a quelli per realizzare applicazioni desktop, e - soprattutto - Office per il desktop sarebbe troppo uno “standard di fatto” per potere essere sostituito a cuor leggero.
Come a dire che i costi per rimpiazzarlo potrebbero rivelarsi più alti dei benefici ottenibili; e poco male se le potenzialità di Ajax in termini di arricchimento dei semplici dati sono evidenti già adesso. Insomma, il consiglio velato (di Microsoft) è quello di non reinventare la ruota. Ma - pur legittimo - non è un consiglio del tutto disinteressato. E Ajax continua il suo cammino: possibilmente senza che si ritenga possa essere il rimedio a tutti i mali del Web e del desktop.





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