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Perché Smau ha cambiato pelle

Scritto da Marco Monari

Smau 2005 - Credits: Sagoma
Ti sei perso Smau?
Con Mytech allo Smau

Si è chiusa ieri (domenica 23 ottobre) la cinque giorni di Smau 2005, che ha richiamato oltre 170mila visitatori, di cui 44mila operatori professionali. Rispetto agli anni del boom della new economy, quando scintillavano gli stand faraonici (e costosissimi) delle multinazionali dell’Ict, questa 42esima edizione si è presentata in tono decisamente minore, a cominciare dalle dimensioni: i padiglioni erano solo 7, distribuiti su una superficie complessiva di circa 63.900 metri quadri; gli espositori erano invece 593, dei quali appena 93 provenienti dall’estero (per l’esattezza da 21 paesi diversi). Chi era a caccia dei soliti noti è però rimasto deluso: non figuravano alcuni dei brand internazionali tradizionalmente presenti (è il caso di Hewlett Packard) e quelli che c’erano avevano solo stand professionali (Panasonic, Sony, Siemens).
Smau e dintorni Certo a questa nuova tendenza contribuisce la necessità di tagliare i costi da parte delle grandi aziende, ma è anche conseguenza di una precisa scelta operata dalla nuova gestione di Smau. In estrema sintesi, si è deciso di ridurre lo spazio dedicato al pubblico consumer ed è stata prestata maggiore attenzione all’utenza business: se da un lato quindi calano le colorate e chiassose orde di giovani tecnofili, dall’altro crescono le presenze (più discrete) di manager in giacca, cravatta e ventiquattr’ore. Non è dunque un caso che la prima giornata non fosse aperta al pubblico e che l’area Smau e-Business (padiglioni 12, 13/1, 13/2, 14 e 17) sia stata riservata per tutta la durata della manifestazione esclusivamente ai visitatori professionali e alla stampa. Fautore della svolta è Alfredo Cazzola, presidente di Promotor International S.p.A. e nuovo patron del Salone Macchine Automazione Ufficio di Milano, che ha voluto così soddisfare l’esigenza delle Piccole e Medie Imprese italiane di usufruire di un vero e proprio servizio ad esse dedicato.

Quattro le grandi aree tematiche in cui è stato suddiviso Smau 2005: a fianco alla già citata e-Business c’erano e-Life, e-Government ed e-Academy. La sezione dedicata al business ha consentito a dirigenti, professionisti e tecnici di venire a contatto con software, prodotti e servizi all’avanguardia e in grado di migliorare la produttività e la competitività delle aziende. Diversi gli incontri organizzati in questo settore, come il convegno del Channel Day (giovedì 20 ottobre) “Evoluzione e trend dei canali distributivi”, rivolto alle Terze Parti dell’Ict; o il Cio Day (venerdì 21) un’occasione di incontro per i Chief Information Officer (responsabili dei sistemi informativi) organizzato da Smau in collaborazione con Gartner.

Nei padiglioni di e-Life (15/1 e 16/1) si concentravano invece le tecnologie per l’intrattenimento digitale. Grande interesse hanno riscosso i prodotti che utilizzano il sistema operativo Windows Media Center di Microsoft: seduti su accoglienti divani (e persino sdraiati sul letto), i visitatori hanno potuto sperimentarne le potenzialità navigando in Internet, guardando la Tv o ascoltando la musica, con l’ausilio di un unico telecomando.

E a proposito di Microsoft, va segnalata la prestigiosa visita di Bill Gates, che ha parlato con entusiasmo sia di Windows Media Center che di Xbox 360, la console che sbarcherà a breve in Italia e che porterà “una rivoluzione nell’intrattenimento digitale”; neanche un cenno invece a Windows Vista, il sistema operativo che dovrebbe sostituire Xp.

All’interno di e-Life è stato anche organizzato uno spazio Gaming, animato da Cyberathlete Professional League World Tour, una serie di tornei di videogame cui hanno partecipato campioni di livello internazionale.

Ministeri, Regioni ed enti locali hanno allestito i propri stand nel padiglione 15: Smau e-Government è stata un’occasione per cittadini e imprese di vedere da vicino i più recenti sviluppi delle tecnologie applicate alla Pubblica Amministrazione. Ben 268 infine i seminari di e-Academy, accessibili solo agli addetti ai lavori (13mila gli iscritti) e finalizzati alla formazione e all’informazione professionale.

Ma quale sarà il futuro del salone meneghino? La dichiarazione di intenti è dello stesso Cazzola: “Dare un respiro sempre più internazionale a Smau, […] allargarne gli orizzonti a livello europeo e oltre”. Proposito condivisibile e forse necessario.

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