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Spyware, idee per difendersi

Scritto da Guido Sintoni

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Virus e Antivirus

L’Anti-Spyware Coalition (Asc), associazione non-profit decisamente eterogenea che comprende aziende che producono e commercializzano anti-spyware, accademici e diversi gruppi di consumatori, ha appena diffuso alcuni dati relativi al fenomeno dei programmi-spia.

Per l’Asc, quasi la metà dei cybernauti statunitensi maggiorenni ha smesso di visitare siti Web sospettati di diffondere programmi-spia, e il 25% ha smesso di usare programmi per il file sharing, che spesso (facciamo un nome a caso? Kazaa) portano in dote software non desiderato.

Quasi un utente su due (il 43%) dichiara di essere stato colpito da spyware e adware. State sicuriCome difendersi, quindi?
La via scelta è quella della conoscenza: in altri termini, conoscere il nemico e catalogarlo per poterlo combattere con efficacia.

Di qui una serie di definizioni, documenti e linee-guida che può essere interessante leggere.

Le linee guida stilate dall’Asc evidenziano gli indizi più evidenti a carico di software potenzialmente dannosi, e i comportamenti che l’utente deve evitare: “Anche se tutti i comportamenti non autorizzati possono creare problemi, ce ne sono alcuni che hanno un impatto maggiore in termini di sicurezza rispetto ad altri”.

Verissimo. Ma c’è un problema di fondo, forse dovuto alla stessa, eterogenea, natura di chi compone la coalizione: il termine “adware” ricade nella categoria delle “applicazioni spia e di altre tecnologie potenzialmente indesiderate”.
Si tratta di una soluzione di comodo, visto che non chiarisce la linea di demarcazione tra una pubblicità lecita (magari accettata dall’utente in cambio di un’applicazione gratuita), forme di comunicazione indesiderate (si pensi ai pop-up non graditi) o lesive della privacy (come è il caso gli spyware).

La distinzione tra adware e spyware ha già portato a varie dispute legali tra aziende che fanno uso di programmi pubblicitari e produttori di antispyware, a situazioni poco chiare (certi antispyware fin troppo benevoli nei confronti di adware fin troppo aggressivi) e potenzialmente poco edificanti. Ma di questo un’associazione che si dichiara super partes non dovrebbe curarsi più di tanto.

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