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Internet, difficile colmare “divario digitale” con paesi poveri
TUNISI (Reuters) - In Kenya, il “divario digitale” tra paesi ricchi e poveri poteva essere misurato fino a poco tempo fa dal tempo impiegato da una e-mail per arrivare da un quartiere a un altro, passando per l’Europa.
Come molti altri paesi in via di sviluppo, il Kenya non ha una rete in fibra ottica e altre infrastrutture che i navigatori del web in Europa e negli Stati Uniti danno per scontate.
Un provider statale di telecomunicazioni manteneva alti i costi e i concorrenti fuori dal mercato. Internet era una questione fondamentalmente straniera.
Ora la situazione è cambiata grazie a un sistema normativo che ha incoraggiato la concorrenza e la crescita delle infrastrutture. Le e-mail locali rimangono tali e sono disponibili circa 70 provider di Internet nel paese.
“L’uso di Internet sta crescendo a un tasso impressionante”, ha detto James Rege, segretario permanente del ministero kenyota dell’Informazione e comunicazione, a margine del summit della Nazioni Unite sulla tecnologia.
I diplomatici e i fornitori di tecnologia hanno auspicato la riduzione del divario tecnologico tra paesi ricchi e paesi poveri nel corso del World Summit on the Information Society, che si avvia oggi alla conclusione.
Negli interventi spesso retorici e con pochi dettagli pragmatici, i partecipanti hanno chiesto a governi e società di estendere la copertura di Internet alle aree più svantaggiate.
Ma anche in un paese come il Kenya, dove il governo ha sostenuto la crescita del settore Internet, i progressi sono molto lenti.
Gli abitanti dell’Africa costituiscono il 3% degli utenti di internet del mondo, rispetto all‘1% del 2001, secondo i dati dell’Onu.
Mentre i due terzi degli adulti negli Stati Uniti usano internet, solo il 3% dei 34 milioni di abitanti del Kenya è online, secondo Rege.
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