Tutto quello che avreste voluto sapere (e non avete mai osato chiedere) sugli spyware
Virus e Antivirus
Webroot ha reso noti i risultati di “State of Spyware”, il proprio report trimestrale che analizza i programmi-spia più diffusi (e temibili) per l’azienda.
Disponibile gratuitamente (pur se a fronte di un modulo da compilare volta per volta, ben più orientato all’azienda che al privato), il report ha il grande merito di affrontare in maniera organica il fenomeno-spyware.
State sicuri
Certo, non va dimenticata la natura commerciale dell’analisi, ma - per chi ha dimestichezza con la lingua inglese - rappresenta un’ottima base di partenza per le proprie scelte, o semplicemente una serie di puntuali risposte alle proprie domande.
Dalle 91 pagine dello “State of Spyware” (articolato in cinque sezioni, di cui una legata agli aspetti legali dello spyware, ovviamente su misura per la realtà statunitense e poco significativa per quella italiana) emerge un dato di rilievo: nel terzo trimestre del 2005, i siti Web che distribuiscono spyware sono 360.000, con un incremento di più del 25% rispetto al trimestre precedente. A livello mondiale, sarebbero mediamente 17,4 le spie installate su ogni Pc.
Più del 31% dei programmi-spia nasce in territorio statunitense; a ruota seguono Russia (17,5%), Cina (12,7%) e Polonia (12,3%).
Quasi tre quarti degli spyware, dunque, è concentrato nei server di solo quattro Paesi: e la cosa non sembra spiegarsi pienamente con la diffusione della banda larga, perché realtà quali la Corea del Sud (che detiene saldamente il primo posto per spam generato in relazione al numero di macchine connesse a Internet proprio grazie alla capillare diffusione di Internet broadband) non compaiono nemmeno nelle prime dieci posizioni.
Posizioni da cui è distante anche l’Italia, relegata in tredicesima piazza: non siamo un popolo di spioni telematici, quindi.
Il report chiude infine con la top ten delle applicazioni spia: alcune di esse (specie IstBar, una toolbar usata per la ricerca di siti pornografici e solitamente abbinata a software gratuiti, o CoolWebSearch le cui varianti più recenti si installano grazie a bug noti di Windows) sono ancora veri e propri ostacoli per molti dei migliori antispyware sul mercato.





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