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Internet e telefoni: cittadini europei più “sorvegliati”

Scritto da Simona Santoni

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Un colpo alla libertà dei cittadini europei o un’arma in più per tenere lontani attentati terroristici?
È arrivato oggi da Strasburgo il via libera alla proposta di direttiva sulla conservazione dei dati telefonici e Internet, nell’ambito della lotta al terrorismo. Sono stati 378 i sì, 197 i no, 30 astenuti.
È stato così approvato un pacchetto di compromesso messo a punto dai due principali gruppi parlamentari, i popolari e i socialisti europei, che recepisce la linea dei ministri degli Interni e della Giustizia dei 25 dettata la scorsa settimana.
Potranno quindi essere conservati da 6 a 24 mesi i dati necessari a rintracciare e identificare la fonte di una comunicazione, la sua destinazione, a determinarne data, ora e durata, la sua natura, le attrezzature di comunicazione degli utenti e l’ubicazione delle apparecchiature mobili.
L’accesso a questi dati sarà comunque consentito solo alle autorità competenti degli Stati membri e ogni governo nazionale dovrà designare un’autorità indipendente responsabile per il monitoraggio.
Gli Stati membri avranno 18 mesi dall’entrata in vigore della direttiva per attuare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie.

State sicuri

E arrivano subito dubbi e timori di limitazione alla libertà. Da verdi e liberali piovono critiche. Alexander Alvaro, liberaldemocratico tedesco, commenta: «Il Parlamento europeo si è svenduto, così abbiamo dato gli strumenti alle procure per fare ciò che vogliono».
La Commissione libertà civili di Strasburgo aveva infatti chiesto che i dati fossero conservati al massimo per un anno.
Giusto Catania, eurodeputato del Prc: «un segnale pessimo per la democrazia e per le libertà individuali dei cittadini europei». «I cittadini europei saranno tutti più controllati e dovranno anche sobbarcarsi l’aumento delle tariffe telefoniche ed i costi di accesso ad internet. La profezia di George Orwell si sta materializzando».
Di diverso avviso Romano La Russa (An): «il testo combina rigore con tutela delle libertà, prevede periodi prolungati di conservazione dei dati ma nello stesso tempo contiene una serie di disposizioni volte a regolare aspetti tipici della protezione, nonché, sanzioni di natura penale ed amministrativa nei confronti di chi utilizza illecitamente i dati».

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