BlackBerry rischia di essere chiuso. La lezione che se ne trae
Palmari e notebook_Cellulari: tutte le news_E-mail push da VodafoneLa reazione più spontanea di chi ha subito un torto è la rabbia legittima. A seguito di una causa per brevetti viziata, il creatore di BlackBerry - il dispositivo per e-mail senza fili che inchioda il proletariato dei colletti bianchi al proprio lavoro - sta affrontando in America la minaccia di una chiusura per ordine della corte.
Gli utenti del servizio (comunemente noti come CrackBerry-dipendenti) sono preoccupati all’idea di non potere più godere di tale dispositivo; gli azionisti di Research in Motion (Rim), la società canadese che realizza gli apparecchi, sono furiosi a causa dell’indebolimento del loro corso azionario; e il più vasto settore tecnologico, dalla Silicon Valley a Shenzen, osserva nervosamente, interrogandosi sulle conseguenze che una tale eventualità potrà avere per coloro che utilizzano la proprietà intellettuale - vale a dire, tutti.
Per approfondire Rim viene considerata generalmente come la vittima di un’ingiustizia. Fondata 21anni fa da due studenti di ingegneria che contribuiscono tuttora alla gestione, la società è tenuta in ostaggio da un «troll dei brevetti». Il mostro che emerge dagli abissi è un’entità denominata Ntp, che in realtà non produce o vende nulla - non possiede nemmeno una pagina web, per fortuna. Tuttavia, ha ingaggiato un gruppo di legali per fare rispettare i propri brevetti e, durante colloqui di conciliazione tenutisi nel corso di questa settimana, ha chiesto almeno il 6% del fatturato conseguito da Rim in America fino alla scadenza dei suoi brevetti, prevista per il 2012, per un ammontare di circa 1 miliardo di dollari. La minaccia di Ntp di presentare un’ingiunzione legale che disponga la chiusura di BlackBerry in caso di mancato pagamento viene vista quasi come un’estorsione.
La semplice conclusione è che il sistema brevettuale è stato usato cinicamente per rovinare l’esistenza di individui onesti che sono i veri innovatori. Ma questa è un’opinione errata. La più importante lezione fornita dalla saga BlackBerry è che i brevetti esistono per essere protetti. Perché il sistema abbia significato è necessario difenderne l’integrità per il bene delle aziende che si fondano su tale apparato e del pubblico che trae benefici dall’innovazione.
Tanto per cominciare, proprio Rim è il principale artefice del suo destino. Nel 2000, appena un anno dopo l’introduzione di BlackBerry, Ntp ha richiesto che Rim licenziasse i suoi brevetti (basati sull’attività di un inventore che, nel corso di molti anni, ha ottenuto circa 50 brevetti). Nel 2002, Rim ha subito una sconfitta legale devastante a seguito della quale, per ordine della corte, è stata costretta persino a pagare le spese processuali di Ntp. Quest’anno, una corte d’appello ha confermato ampiamente la sentenza contro la società. Durante tale periodo, il numero di utenti di BlackBerry è aumentato vertiginosamente raggiungendo cifre a sei zeri - tuttavia, ogni volta, anziché procedere alla licenzia dei propri brevetti, Rim ha resistito; e, tenendo duro, i conti sono lievitati.
Gli utenti di BlackBerry, in preda all’angoscia, sostengono che il servizio non può essere chiuso, dato il numero elevatissimo di persone al mondo che si affida al dispositivo per lavorare. Ma il lavoro di tali persone si basa sul principio in gioco in questa causa, ossia che la corte dovrebbe proteggere la proprietà intellettuale poiché ricompensa gli inventori, conferendo un titolo reale a un’attività immateriale. Per un’azienda è fondamentale avere la certezza che la proprietà intellettuale sia rispettata e i trasgressori assicurati alla giustizia, indipendentemente dal fatto che la parte in causa stia utilizzando il brevetto oppure no. Solo con tale sicurezza, le ditte brevetteranno e licenzieranno le loro invenzioni, consentendo così ad altri di utilizzare le loro idee.
RIFORMA PER LA LINEA FISSA
Con questo non si intende affermare che il sistema dei brevetti è perfetto. L’ufficio brevetti americano sta riesaminando i brevetti di Ntp e li ha dichiarati nulli - non perché effettivamente lo siano, ma per la sconcertante ragione che quando nascono simili controversie, l’ufficio esige che il titolare del brevetto difenda il suo titolo. Inoltre, le ingiunzioni non sono sempre opportune nelle cause di violazione - una questione che la Corte Suprema ha recentemente acconsentito a prendere in considerazione. Pertanto, sicuramente il sistema deve venire riformato, ma anche difeso.
© The Economist Newspaper Limited, London, 2005
(traduzione di Annita Brindani)





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