Patch mensili per Adobe (e Macromedia)
Virus e Antivirus
È indubbio che, pur con più di un problema in materia, sia Microsoft a dettare legge anche nel campo della sicurezza per i sistemi desktop. Lo dimostra ulteriormente la decisione di Adobe di adeguarsi alla politica di rilascio mensile delle patch adottata ormai da un biennio dall’azienda di Bill Gates.
State sicuriCosa cambierà per l’utente finale? Qualcosa, sicuramente: il prodotto di più ampia diffusione di casa Adobe è Acrobat (Reader o meno), che dispone - a partire dalla versione 7 - di un dispositivo di aggiornamento automatico (che, spesso, ha il vizietto di proporre più di quanto richieda l’utente, ma questo è un altro discorso); il dispositivo, tuttavia, lavorerà su tempi prevedibili, a vantaggio dell’applicazione razionale delle eventuali correzioni.
Per dirla con le parole della stessa Adobe, “i nostri clienti non amano sorprese”. E se i clienti sono per la stragrande maggioranza quelli che usano Windows, la conclusione è scontata.
Non sarà solo Acrobat a godere di questa piccola rivoluzione copernicana, ma anche tutti i prodotti di casa Adobe: sarà l’azienda, dunque, a riceverne il maggiore impatto (e, con buona probabilità, a trarne i maggiori benefici). E trascinerà su questa via anche Macromedia, recentemente acquistata.
Anche in questo caso per l’utente finale le eventuali magagne di Flash (e di tutte le applicazioni Macromedia che fanno compagnia a uno dei prodotti più installati sui desktop di tutto il mondo) saranno corrette dall’agente di aggiornamento automatico già presente sulle versioni più recenti su base mensile: una mossa all’insegna della razionalità, che va senz’altro accolta con soddisfazione. E che diventerà operativa nei primi mesi del 2006.





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