Ma cosa è veramente lo spyware?
McAfee, Symantec e Trend Micro si sono accordate con i laboratori Icsa Labs (da cui escono alcune delle certificazioni di sicurezza più prestigiose per dispositivi da centinaia di migliaia di dollari) e Thompson Cyber Security Labs per la “creazione di metodologie di identificazione e test per le tecnologie anti-spyware”.
Sarà quindi possibile valutare prodotti sulla base di criteri standardizzati, e su test univoci: la notizia è certo per addetti ai lavori, ma sono proprio questi ultimi a chiedere da tempo chiarezza, specie sulla distinzione tra spyware e adware.
L’alleanza trae spunto da precedenti esperienze di cooperazione nella ricerca antivirus, sia per quanto riguarda le convenzioni nella denominazione delle minacce (peraltro ancora lungi dall’essere standardizzate) che le linee guida nella distribuzione delle informazioni di emergenza: per l’utente finale dovrebbe significare più velocità nel rilascio di file di definizione degli spyware, maggiore omogeneità e minir rischio.
Il gruppo utilizzerà le definizioni stilate dalla Anti-Spyware Coalition, un’associazione di aziende e ricercatori di cui fanno parte i componenti dell’accordo ad eccezione di Thompson Labs.
Joe Telafici, responsabile dei laboratori Avert di MaAfee ribadisce i vantaggi che deriveranno dall’accodo: “L’iniziativa che avvantaggerà i clienti e farà compiere grossi passi avanti alla lotta contro lo spyware.
La cooperazione aiuta a migliorare i prodotti e quindi la protezione dei clienti”. Conclude Joe Hartmann, direttore del gruppo di ricerca Trend Micro: “Lo spyware è un problema alquanto diverso dai virus proprio dalla lotta ai virus abbiamo maturato l’esperienza necessaria per combattere lo spyware”. La competizione tra i vari produttori continuerà, quindi, ma essi collaboreranno tra loro a livello di base. E a tutto vantaggio del cliente: non è cosa da poco.





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