Regole Voip, grandi novità in vista
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La delibera dell’Agcom, che sarà pubblicata probabilmente domani, 14 marzo, cambierà il volto ai servizi Voip italiani. In meglio. I giornali ne hanno parlato, ma che cosa cambierà in sostanza?
Per prima cosa, di questa delibera non si conoscono ancora tutti i dettagli ed è in ogni caso un primo passo di regolamentazione. Nelle prossime settimane, Agcom e operatori, in riunione, dovranno mettere a punto alcuni aspetti critici.
In generale, gli operatori cambieranno le proprie offerte e strutture tecniche per adeguarsi alla delibera. La novità più importante? Sarà possibile avere un numero Voip geografico solo con servizi strettamente associati a un domicilio fisso. Cioè, servizi che posso usare soltanto da una stessa casa o ufficio.
È possibile però che, nella delibera finale, ai servizi con numero geografico sia concessa una “semi-nomadicità”, cioè forse potremo usarli da luoghi diversi purché nello stesso ambito distrettuale. Il tutto serve per garantire la sicurezza degli utenti che chiamano un numero di emergenza e che ignorano questi problemi.
Facciamo un esempio: oggi, visto che la delibera non è ancora attiva, un utente di Roma può chiamare con un numero geografico Voip di Milano (02). Apparirà quest’ultimo all’addetto che risponde a una chiamata urgente all’ospedale o alla polizia. Il che può essere fonte di equivoci, come accaduto negli Stati Uniti: l’autoambulanza potrebbe venire mandata a Milano invece che a Roma (magari a omonimi indirizzi di città diverse)
Il problema è che l’utente può ignorare o dimenticare, nell’urgenza, che sta usando un numero di una città diversa dalla propria. L’Agcom ha fissato quella regola proprio per evitare equivoci di questo tipo. Il che non vieta all’utente di rendere nomade il numero geografico: basta attivare un inoltro di chiamata dal numero Voip di Roma a quello di Skype, per esempio, o di un altro servizio Voip “nomadico” (utilizzabile senza vincoli di domicilio).
A quel punto, però sarà da parte dell’utente una scelta consapevole, che non mette a rischio di equivoco, errore o dimenticanza gli interventi di emergenza. La delibera pone quindi vincoli agli operatori allo scopo di tutelare gli utenti. Che però, se vogliono, possono recuperare la nomadicità grazie a un semplice inoltro di chiamata. I limiti posti sui numeri geografici non vanno visti come una limitazione della libertà degli utenti.
I servizi Voip che si classificheranno come nomadici invece non avranno questo tipo di vincolo, ma potranno avere solo numeri che cominciano con 5 (cioè, non prefissi geografici). Anche questi servizi saranno obbligati a concedere le chiamate ai servizi di emergenza.
L’addetto che risponde, dalla polizia o dall’ospedale, però, in questo caso non potrà cadere in equivoco, perché vedrà apparire un numero che comincia con il 5 e quindi chiederà all’utente un indirizzo preciso.
Un altro tema che la delibera affronta (così risulta da una bozza che gira tra gli addetti ai lavori) è l’interoperabilità dei servizi Voip.
Adesso le chiamate Voip-Voip tra numeri di operatori diversi sono possibili solo in via sperimentale e solo in certi casi. Il tutto grazie agli accordi presi, autonomamente, da operatori quali Ngi, MC-link, Vira, Messagenet. La delibera invece potrebbe imporre l’interoperabilità a tutti gli operatori Voip, che quindi sarebbero costretti ad aprire le proprie reti agli altri (come hanno già fatto quelle quattro aziende reciprocamente). È un tema importante, perché finora Telecom Italia non ha voluto aprire Alice Mia all’interoperabilità su Ip. Potrebbe esservi costretta, se la delibera prenderà il corso previsto. Lo si vedrà nelle prossime settimane.





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