Cebit 2006: Samsung, il primo notebook con flash memory drive
Cebit: notebook 3G | Computer | Cebit 2006Intel ha confermato anche di recente come i nuovi chip di memoria Nand flash potranno essere equipaggiati in volumi sui notebook solo a partire da inizio 2007, quando sarà del tutto a regime la collaborazione messa a punto con Micron, la società (prima scelta di Apple per i suoi nuovi iPod, in coabitazione con Samusng) che tali chip li produce.
Computer che camminano Samsung, da parte propria, già lo scorso settembre aveva anticipato la prossima disponibilità di sistemi flash da 16 gigabit, basati su circuiti da 50 nanometri, capaci di contenere complessivamente ben 32 Gigabyte di dati, di fatto lo stesso spazio di storage che garantisce un hard disk di un lettore Mp3 di fascia media.
Si pensava, a quel tempo, che solo i player musicali fossero i dispositivi cui indirizzare la tecnologia Nand ma quanto fatto vedere proprio dal produttore coreano al Cebit conferma invece come queste memorie siano utilizzabili (in alternativa ai classici hard drive) anche sui notebook.
Al Cebit si è vista quindi l’anteprima assoluta del primo portatile equipaggiato con flash memory drive da 1,8 pollici dalla capacità massima di 32 GByte, che Samsung dovrebbe lanciare sul mercato dopo la seconda metà del 2006, un anno in anticipo rispetto alla data fissata in precedenza.
La tecnologia Ssd, acronimo di solid-state disk, che fa da cuore pulsante per i chip Nand ha, come hanno opportunamente precisato gli esperti in materia, diversi pregi aggiuntivi rispetto ai classici hard drive. Innanzitutto consuma meno energia, sinonimo di minor consumi, e in secondo luogo è più durevole nel tempo e più silenziosa quando il sistema è in funzione. L’accesso ai dati è quindi molto più veloce, tanto che bastano 18 secondi per veder apparire sullo schermo del computer la prima finestra di interfaccia dell’Os, contro i 31 richiesti da un comune hard disk.
Il grande limite è invece alla voce prezzi: di circa 30 dollari è infatti il costo per Gigabyte di un chip di memoria flash (erano 55 lo scorso anno), e cioè oltre 900 dollari per la versione “top” da 32 GByte. Troppi, anche considerando che le prestazioni salgono e si risparmia tutto il costo del disco rigido (sistema operativo e applicazioni verrebbero installate direttamente sull’hard drive virtuale).
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