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Blog in azienda: le migliori piattaforme (forse)

Scritto da Antonio Volpon

La fotografia dal titolo Bridging the Gap è stata scattata da SqueakyMarmot e inserita in un album fotografico su Flickr con licenza Creative Commons di attribuzione
Forrester Reasearch ha da poco prodotto un report che tenta di valutare le migliori piattaforme di weblogging attualmente disponibili sia sul mercato, sia in ambito open source.

Il report, che ha un costo decisamente elevato (poco meno di 2000 euro per 15 pagine), contiene a dire il vero qualche indicazione interessante, anche se sicuramente non sconvolgente o particolarmente originale. Secondo Forrester Research il sistema weblog più completo è iUpload, e in effetti si tratta di una vera e propria piattaforma di weblog rivolta alle aziende, con possibilità di integrazione con le diverse realtà già presenti.

Blog! Ma c’è spazio anche per l’opensource, con Wordpress e Movable Type strumenti principe per semplicità e numero di funzionalità. Come ben sottolineato nel report, inoltre, è fondamentale decidere quale uso dei weblog verrà fatto nel contesto aziendale, visto che possono essere impiegati come sistema di content management, piattaforma collaborativa interna, strumento di community, ecc.
Incuriosito dal successo di iUpload, che non conoscevo, sono allora andato a leggere qualcosa di più sul prodotto e ho anche scaricato, dallo stesso sito di iUpload, il paper “Blogging in the Enterprise, Myths and Realities“.

E ho cominciato a preoccuparmi, perché condivido poco di quello che ho letto, ma soprattutto non sono d’accordo che “per ridurre i rischi, le aziende devono prevedere livelli di controllo” invece di “definire linee guida”.

Capisco le preoccupazioni, ma non penso che ingabbiando la collaborazione diminuisca il rischio. Più probabile che a risentirne sia la qualità della conversazione. Ecco perché strumenti come Wordpress o Movable Type, pur prevedendo funzioni di amministrazione, non esagerano nei controlli che rendono disponibili (se non per il grosso problema dello spam). Che la strategia dell’opensource sia migliore di alcuni pacchetti commerciali?

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