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Microsoft, cresce la lotta al phishing

Scritto da Guido Sintoni

Tra alti e bassi, Microsoft prosegue la propria battaglia sul fronte della sicurezza. E stavolta si concentra sul phishing, l’insieme di tecniche utilizzate per ottenere l’accesso ad informazioni personali e riservate con la finalità del furto di identità mediante l’utilizzo di messaggi di posta elettronica fasulli, opportunamente modificati per sembrare autentici.

State sicuri Microsoft ha infatti acquistato da uno specialista del settore, Digital Resolve, l’insieme di dati grezzi e informazioni costruite nel tempo da quest’ultima analizzando i contenuti di Internet e compilando liste di indirizzi e di siti Web affidabili o meno.

La tecnologia Digital Resolve sarà utilizzata per la migliorare l’efficacia del filtro antiphishing incorporato in Internet Explorer 7, nonché dalla Windows Live Toolbar, applicabile anche all’attuale Explorer 6. Servirà soprattutto a fare luce su enti finanziarie e siti Web dediti al commercio elettonico: secondo Digital Resolve, sono una quarantina i parametri su cui la tecnologia si basa per valutare una pagina web.

Il funzionamento è degno di menzione. Recita infatti il comunicato ufficiale: “Quando l’utente richiama l’indirizzo di una banca, o di una società che esegue transazioni su carte di credito, la nostra tecnologia ne riconosce l’Url, l’indirizzo Ip e incrocia questi dati con quelli presenti nel proprio database per controllare che il sistema remoto sia un server autorizzato”.

Viene così definito un sistema concettualmente opposto a quello delle blacklist su cui si basano molti filtri antiphishing: metodo, quest’ultimo, che mostra i propri limiti in quanto molti siti orientati al phishing restano attivi per un lasso di tempo minimo prima di essere chiusi.

Ricapitolando, da tempo Microsoft proclama che l’ormai prossimo Explorer 7 sarà un browser ultrasicuro: da oggi, ci sono gli strumenti per fare ancora meglio in un campo particolarmente caro all’utente finale.

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