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Microsoft, ecco la patch (fuori programma) della discordia

Scritto da Guido Sintoni

Microsoft rilascia alla chetichella una patch fuori programma dal consueto ciclo mensile, con l’atteggiamento di chi ha qualcosa da nascondere (una bella figuraccia, verrebbe da dire) e una velocità quanto mai inconsueta. Due settimane fa il giro di patch di settembre si è rivelato leggero, ma non va tralasciato come all’appello mancassero correzioni per problemi noti: tra i più gravi, uno zero day exploit per Word 2000 e un paio di vulnerabilità di Internet Explorer.

Computer Proprio una di queste due ha creato la spiacevole situazione: si tratta di un bug legato alla gestione di Vml (Vector Markup Language), una tecnologia Microsoft basata su Xml per la grafica vettoriale che può essere integrata in pagine Web. Da tempo si sapeva che era possibile ingannare Explorer con istruzioni Vml appositamente create con lo scopo di eseguire codice arbitrario, ma il pericolo era mitigato dal fatto che bisognava portare l’utente su un link maligno.

Negli ultimi giorni la situazione è peggiorata: i ricercatori hanno scoperto che anche Outlook 2003 era sensibile alla vulnerabilità e che - diversamente dal browser Web - non richiede interazione da parte dell’utente per eseguire codice arbitrario (da spyware a virus, le possibilità sono molteplici).
Per uno degli autori della scoperata, Eric Sites di Sunbelt, «Basta mandare una mail in formato Html e l’utente non può farci nulla».

Visto che sul Web erano già comparsi vari server che veicolavano l’exploit per Explorer, Microsoft ha deciso di stringere i tempi correndo ai ripari con il rilascio della patch MS06-055. Una patch concepita e rilasciata a tempo di record, in barba alla usuale posizione assunta in questi casi («Analizzeremo il problema e, se lo riterremo reale, interverremo con le debite correzioni»), a riprova che il rischio non era certo teorico. E che, con il senno di poi, il problema di Vml andava affrontato già all’inizio, e non con un rush finale che non riesce a nascondere quanto affannosi siano gli sforzi di correggere i buchi di Explorer 6.





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