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Sicurezza: la Cina è vicina, anche troppo

Scritto da Guido Sintoni

Da qualche giorno il Dipartimento del Commercio Usa è sotto il tiro di ladri informatici che puntano ai dati sensibili del Bureau of Industry and Security, che si occupa delle esportazioni di tecnologia statunitense. E gli attacchi sembrano proprio provenire dall’Oriente
Minacce informatiche provenienti dalla Cina si abbattono a getto continuo sul Dipartimento del Commercio statunitense. Tanto le fonti ufficiali quanto esperti di sicurezza indipendenti hanno localizzato nella provincia di Guangdong la provenienza degli attacchi, finalizzati al furto di informazioni sensibili da uffici potenzialmente molto interessanti: uno su tutti, quello che si occupa di import/export di tecnologie.

State sicuri Lascia perplessi il fatto che il Governo cinese sia stato messo al corrente della cosa, e non abbia preso posizione: c’è anche chi ne ipotizza il tacito supporto.

Particolarmente in allarme è il Bureau of Industry and Security, che gestisce le esportazioni di tecnologia a stelle e strisce per uso commerciale (e quindi civile) e militare: “Abbiamo scoperto vari tentativi mirati ad accedere al nostro sistema - ha dichiarato un portavoce - e anche se nessun dato è stato trafugato, abbiamo alzato il nostro livello di guardia”.

Nessun accenno ufficiale alla provenienza degli attacchi, ma non è la prima volta che si registrano simili tentativi provenienti dall’Estremo Oriente: uno dei più noti (peraltro non andato a buon fine) ha riguardato il Governo inglese, attaccato a gennaio con vari exploit per un bug di Windows corretto in fretta e furia da Microsoft.

Nel frattempo, il Dipartimento di Stato Usa ha bloccato il previsto acquisto di 18.000 computer marchiati Lenovo, azienda cinese che ha rilevato buona parte dell’offerta Ibm in tema di desktop e notebook. Un caso o no?

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