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Scusate, vi abbiamo infettato”. Firmato Google

Scritto da Guido Sintoni

Dopo il blog aziendale compromesso e quello aziendale cancellato per errore, a quelli di Mountain View tocca incassare un’altra figuraccia: hanno inviato una mailing list con annesso Kamasutra, ovvero il worm che - all’inizio dell’anno - sembrava dovesse fare grandi danni e che, a conti fatti, c’è riuscito solo (o quasi) in territorio milanese
Google scivola su una buccia di banana: l’azienda che ha in portafoglio il motore di ricerca più usato al mondo, infatti, ha mandato (o meglio, stando al comunicato ufficiale, “potrebbe avere inviato”) copie del worm W32.Kapser ai 50.000 iscritti alla mailing list di Google Video.

Sicurezza Di qui le pronte scuse e la dettagliata descrizione dell’accaduto: “[…] Sono stati inviati tre post del blog di Google Video che non avrebbero dovuto esserlo. Si tratta di un problema già affrontato e risolto. Ma alcuni di questi post possono essere infettati da Kapser”. Di qui la canonica raccomandazione di eseguire una scansione antivirus.

E per finire, le ancor più canoniche scuse: “Ci scusiamo per ogni inconveniente, e ci proponiamo di agire affinché ciò non accada più. Il team di Google Video”.

Kapser - chiamato anche Nyxem - è un worm il cui nome è sconosciuto ai più, ma può essere significativo il nomignolo che si porta dietro dalla sua scoperta, nello scorso febbraio: è il worm del Kamasutra. Che, a ben vedere, era nato promettendo sconquassi di varia natura (programmato per colpire il terzo giorno di ogni mese, agisce sui dischi rigidi del computer, interni ed esterni, e le condivisioni in rete abilitate alla scrittura, per manipolare e cancellare i dati rilevati) ma che - pur avendo aggredito più di 300.000 sistemi - si è rivelato per fortuna una tempesta in un bicchiere d’acqua: pochi i danni realmente riportati. Va ricordata tuttavia una storica figuraccia del Comune di Milano, in cui diecimila Pc sono rimasti spenti per giorni e giorni “in attesa di bonifica” a causa del worm.

Per Google tutto a posto o quasi, insomma: ma non è una bella consolazione per Google. Che negli ultimi tempi sta accusando qualche débacle di troppo: dal blog aziendale compromesso alla cancellazione fortuita del blog ufficiale, in quel di Mountain View i blog non sembrano godere di una particolare popolarità o fortuna.

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