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Russia, in arrivo un giro di vite contro la pirateria

Scritto da Guido Sintoni

Esultano le lobby dei discografici e dei produttori di software: la Russia siglerà un accordo bilaterale con gli Stati Uniti in cui si impegna a definire una legislazione più severa in tema di diritti legati alla proprietà intellettuale. Il tutto per un obiettivo ben definito: l’ingresso nella World Trade Organization
Dopo alcuni anni di tensioni e accuse neanche tanto velate, tra Stati Uniti e Russia arriva il disgelo: no, non siamo in ritardo di una ventina d’anni sugli eventi che hanno portato all’attuale assetto geopolitico, ma stiamo parlando di un accordo bilaterale che i due Paesi dovrebbero firmare a breve in tema di protezione dei diritti legati alla proprietà intellettuale.
Sicurezza Da tempo nel mirino di molte associazioni a stelle e strisce, Riaa in testa (sotto questa sigla si riuniscono tutte le major discografiche Usa), la Russia è accusata di non avere una legislazione adeguata in materia. D’altronde, buona parte dei siti Web e dei servizi di scambio (e vendita…) di contenuti audio e video non originale trova terreno fertile  E sul fronte software c’è chi (Business Software Alliance) stima che l‘87% del software coperto da licenza commerciale sul territorio russo sia contraffatto.

Difficile spiegare tutto ciò, ma è evidente come i paesi dell’ex blocco socialista siano meno avanzati rispetto ad altri sotto l’aspetto della tutela dei diritti d’autore: quello che la Russia andrà ad accettare è una serie di parametri qualitativi e di date da rispettare. E per riflesso anche le modalità di importazione di alcuni beni (di natura elettronica, con sistemi di cifratura incorporati) cambieranno: ci sarà una sorta di permesso per l’importazione multipla, a tutto vantaggio degli Stati Uniti, che esportano buona parte di prodotti e beni cifrati.

Non che la Russia si giochi poco con questo accordo bilaterale: tutt’altro. Diciamo l’ammissione alla World Trade Organization, un affare di proporzioni enormi, per perfezionare il quale la Russia deve finalizzare tutti i propri accordi bilaterali di accesso al mercato: si potrebbe quasi dire, una volta tanto, che “Mosca val bene una messa”.

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