Web 2.0, arriva il videogame delle startup
Scarno, senza grafica e neanche troppo longevo. SimWeb 2.0 è un gioco che normalmente passerebbe completamente inosservato, se non trattasse di un argomento tanto caro agli appassionati di tecnologia: l’era del Web 2.0, ovvero delle piccole startup gonfie di venture capital che spesso si copiano vicendevolmente. Qualcuno sopravvive e prospera, molte sembrano destinate a finire presto nel dimenticatoio.In diretta dalla Rete Con SimWeb 2.0 si progetta la propria azienda partendo dalla scelta del nome, arbitraria e “seriale”. Il nome viene infatti generato in modo casuale dalla combinazione di “buzzword” tipiche, come “wiki”, “blog” e “social”. L’etichetta “beta” viene quindi aggiunta, come prassi comune, al logo della startup.
Il giocatore ottiene quindi un falso comunicato stampa dove vengono decantate le proprietà sociali e interattive dei servizi che l’azienda appena creata saprà offrire al pubblico. Uno scenario familiare? Certamente.
Quindi il giocatore sceglie come investire la montagna di capitali a disposizione, ingaggiando sviluppatori Ajax, Flash o esperti di pubbliche relazioni - questi ultimi, ironicamente, costano tantissimo e all’interno del gioco non cambiano mai le sorti della partita.
Come si vince? Basta raggiunge il massimo del PageRank su Google. Il Web 2.0 è quindi tutto qui? Può darsi. Nella sua semplicità, SimWeb 2.0 trasmette molti spunti di riflessioni per chiunque voglia analizzare le dinamiche del Web 2.0 con ironia. Il gioco mette in luce le tantissime “parentele” tra le aziende che operano nel Web 2.0. Alla fine della fiera, sembra proprio che tutto possa ridursi a un gioco libero e ricombinante di “buzzword” come “social”, “user generated” e “sharing”.





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