Microsoft, altri guai legali in vista?
La norvegese Opera Software ha presentato un reclamo articolato davanti alla Commissione Europea per (questa la posizione ufficiale dell’azienda) “fornire ai consumatori una vera scelta in tema di browser Web”. Il dossier depositato punta il dito contro Microsoft accusandola di abuso di posizione dominante per la stretta (troppo, evidentemente) integrazione di Internet Explorer in Windows e per il mancato rispetto di diversi standard per il Web.Per approndire Opera richiede alla Commissione di adottare due rimedi contro il comportamento di Microsoft: il primo consiste nello slegare Internet Explorer da Windows o nel preinstallare in alternativa applicazioni concorrenti; il secondo nell’obbligare Microsoft a seguire in maniera più stringente i dettami del W3C, l’organo internazionale che sviluppa gli standard per il World Wide Web.
La questione si preannuncia spinosa: Microsoft ha infatti sostenuto l’inscindibilità di Explorer da Windows sin dai tempi di Windows 98: il browser Web è ritenuto una parte integrante di ogni sistema operativo rilasciato da Redmond nell’ultimo decennio e più. Nel secondo caso, non è un mistero che Microsoft abbia spesso interpretato in maniera personale i dettami del W3C, usando tag proprietari: nelle parole dell’ufficio legale di Opera, “il controllo unilaterale sugli standard in alcuni mercati crea standard di fatto che sono più costosi da supportare, più difficili da mantenere e tecnologicamente inferiori, e che possono esporre gli utenti a rischi di sicurezza”.
Le varie versioni dei browser Web dell’azienda norvegese girano da tempo sulle piattaforme più disparate, dai Pc Windows fino diversi telefoni cellulari, e hanno fama di essere innovative nel rispetto degli standard; ma ciò non è finora bastato a Opera per guadagnare le stesse significative porzioni di mercato di Firefox. Che, pur con qualche problema legato alla crescita, è riuscito a ritagliarsi uno spazio significativo: ad esempio un buon 25% e più su base europea.





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