Un altro Linux per smartphone in rampa di lancio
Inatteso per rapidità e da tenere in debita considerazione per importanza, ecco che LiMo Foundation irrompe (o meglio, si accinge a farlo) nell’affollato e ipercompetitivo settore degli smartphone: stando al comunicato ufficiale a marzo dovrebbe debuttare la prima versione della propria piattaforma Linux per telefoni cellulari.
Per approndire Costituito all’inizio del 2007, LiMo Foundation è una fondazione voluta da sei nomi di spicco: Motorola, NEC, Panasonic e Samsung sul fronte produttori, e NTT DoCoMo e Vodafone sul fronte carrier. Obiettivo dichiarato è quello di favorire la standardizzazione di Linux e la sua adozione sugli smartphone.
E’ raro che passi solo un anno o poco più da una dichiarazione di intenti al lancio di un prodotto finito: che, a scanso di equivoci, è più focalizzato sul sistema operativo e il middleware che sull’interfaccia utente: LiMo vuole offrire ai produttori “la libertà di usare la propria interfaccia utente e i propri applicativi“. Parola di Morgan Gillis, direttore esecutivo di Limo. Che continua: “Questo tipo di libertà è cruciale, perché il costo di sviluppo dei primi modelli su una nuova piattaforma può toccare anche i 500 milioni di dollari.
E questo spiegherebbe perché “i produttori di telefoni sono restii a legarsi a un nuovo sistema operativo se quest’ultimo li vincola troppo a un’interfaccia utente e ad applicazioni specifiche. E’ questo il problema di Windows Mobile o di Symbian Series 60“. Ovvero dei principali concorrenti della futura piattaforma di LiMo. Che per ora consiste in un set esteso di API (le interfacce di programmazione, secondo Gillis “da estendere ancora sul fronte della sicurezza: nel campo degli smartphone è un problema molto sentito”) e nella voglia di un consorzio estremamente qualificato di produttori di strappare clienti alla concorrenza.





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