Microsoft allunga la vita a Windows Xp. E i vendor di pc si adeguano
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Steve Ballmer, il gran capo di Microsoft, è un uomo dalle espressioni forti. In un video registrato la scorsa primavera e molto gettonato su YouTube sogghignava predicendo la vita difficile per l’iPhone mettendone in evidenza i difetti (leggi il prezzo di vendita). Si è ripetuto poi criticando apertamente il MacBook Air.Per approfondire
Nel corso del suo recente tour europeo è ricorso a queste parole: “You want Xp, we’ll keep Xp”. La traduzione (non letterale) è un messaggio molto chiaro che il gigante del software rivolge a produttori e utenti: volete (Windows) Xp? Manterremo (in vita) Xp.
“We want Xp”
L’idea originaria di Microsoft di ritirarlo dai mercati entro il 30 giugno 2008 è quindi destinata a naufragare clamorosamente anche se al momento di cambi di direzioni non c’è traccia alcuna. Ben più solida appare per contro la possibilità che Xp vada definitivamente in pensione solo dopo l’arrivo di Windows 7, l’erede di Vista, nel 2010. Ballmer, da perfetto uomo aziendale qual è, ha anche rimarcato come la tendenza dei consumatori sia quella di acquistare (non ha usato però il verbo preferire) nuovi computer con a bordo il nuovo sistema operativo e riferendosi alla data di “phase out” di Xp ha comunque ammesso un possibile ripensamento di una soluzione più intelligente “se la reazione dei clienti cambierà”.
Già, i clienti. Oltre 160mila di questi - secondo il Ceo di Microsoft addetti di dipartimenti aziendali alle prese con le difficoltà di migrazione dei vecchi computer - hanno addirittura firmato una petizione (“Save Xp“, per esortare i vertici di Redmond a modificare i suoi piani e quindi postdatare lo stop alle vendite del “vecchio” sistema operativo. Ma per tutte le categorie di pc (notebook e desktop) e non solo per i modelli “ultra-low-cost” in stile Asus Eee Pc, come invece Microsoft vorrebbe.
Allo stato attuale delle cose, per i fan di Xp c’è un’unica certezza e riguarda il supporto tecnico “mainsteam”, garantito fino al 2009, mentre un’assistenza più limitata è addirittura estesa fino all’aprile del 2014.
Hp, Dell e il jolly del Service Pack 3
Petizione o meno, la sensazione concreta e reale che molti utenti sono fortemente intenzionati a non abbracciare Vista (o di abbandonarlo se già adottato) a favore del suo antenato più prossimo. E c’è una notizia che avvalora questa ipotesi. Hp e Dell, rispettivamente primo e secondo produttore al mondo di pc, hanno infatti messo a disposizione degli utenti che hanno comprato macchine con precaricato Vista Business e Ultimate la possibilità di fare il “downgrade” a Windows Xp Sp3.
Lo stesso, con un Cd incluso nella confezione del notebook, lo fa di default (in alcuni casi) anche Fujitsu Siemens per alcuni modelli professionali e pare che lenovo sia pronta a intraprendere una strada simile. Il tutto sfruttando una clausola del contratto di licenza firmato per Vista.
Negli Usa sono altresì convinti che le società continueranno a vendere pc con Xp anche dopo il 30 giugno, ipotizzando anche la possibilità che entrambe possano vendere computer con Xp preinstallato ancora per un bel po’. In realtà Hp proporrà alle aziende macchine (desktop, notebook e workstation) pronte per il downgrade a Xp fino al 30 luglio 2009 mentre Dell spiega le varie opzioni ai suoi clienti in una pagina del suo sito. Illustrata la situazione, non resta che rimanere in attesa degli eventi. E di un nuovo video di Steve Ballmer.





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