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Ubuntu Linux 8.04 in prova: difficile non amarlo

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Scritto da Guido Sintoni

Con buona puntualità debutta Ubuntu 8.04 LTS, nome in codice Hardy Heron: si tratta dell’ormai classico appuntamento semestrale con la nuova versione di una delle distribuzioni Linux più amate e apprezzate per completezza e semplicità. Ubuntu presenta vari vestiti: oltre alla versione Server, la versione Desktop si basa sull’ambiente grafico Gnome; Kubuntu sfrutta Kde e Xubuntu il più leggero Xfce. Completano il quadro i meno conosciuti Edubuntu (come suggerisce il nome, è orientato all’educational, ovvero alle scuole) e Gobuntu, che non prevede software a sorgenti chiusi, più vari altri progetti di minore portata.

Computer L’Airone Ardito (questa è la traduzione del nome in codice) reca con sé la dicitura LTS, Long Time Support: significa che è destinata a ricevere supporto per tre anni (versione Desktop) o cinque (versione Server), succedendo in tal senso alla 6.06 LTS rilasciata nel giugno 2006. Ubuntu Hardy Heron avrà quindi vita più lunga della 7.10 che sostituisce, e la cosa non potrà che fare piacere a chi ne pianifica l’uso come alternativa senza problemi a Windows.

E’ innegabile - e la nostra presa di contatto non può fare altro che confermarlo - che gli sviluppatori di Ubuntu abbiano pensato alla semplicità come filo conduttore del proprio Linux: la tecnologia c’è, ma è ben nascosta dietro a un ambiente grafico rinnovato (Gnome 2.22) e personalizzato con un aspetto quanto mai gradevole; ovviamente l’accesso alla linea di comando avviene da terminale come in tutti i sistemi operativi Unix-like, il che è un plus non indifferente.

Tra le novità, in ordine sparso si segnalano il nuovo kernel che raggiunge la versione 2.6.24, il server grafico X in versione 7.3, la gestione dell’audio affidata ora a PulseAudio, la masterizzazione di CD e DVD che sembra trovare in Brasero la nuova applicazione di riferimento, l’interscambio con reti Windows basato su Likewise Open e nuovi client per bittorrent (Transmission) e VNC (Vinagre). Sul desktop ci sono vari aggiornamenti di versione, tra cui spiccano Firefox 3.0 (quella beta 5 che neanche avrebbe dovuto esistere, ma che è già in italiano e ben funzionante) e OpenOffice 2.4. Ma quello che spicca maggiormente è Wubi, lanciato in ambiente Windows appena si inserisce il CD, che propone due alternative: una esecuzione in modalità live (viene lanciata in memoria una distribuzione Linux pienamente funzionante, senza andare a intaccare i dati sull’hard disk), o un’installazione di Ubuntu all’interno di Windows al pari di una qualsiasi applicazione per il sistema operativo di casa Microsoft. In quest’ultimo caso si perde qualcosa in termini di performance, ma si evita di ripartizionare il disco fisso: non è poco. Ma anche chi decide per un’installazione classica si vede assistito dalla possibilità di ridimensionare senza cancellare eventuali partizioni Windows, e dalla presenza di un wizard che permette di importare utenze, documenti e persino l’immagine di sfondo del proprio account Windows: mai prima d’ora una configurazione dual boot è stata più facile da ottenere.

Il desktop di Ubuntu 8.04 appare molto pulito, con varie applet riassuntive sulla barra superiore ed effetti tridimensionali attivabili e disattivabili a piacere; l’impressione di velocità è buona anche su sistemi datati (un vetusto IBM T23 con 512 Mbyte di memoria Ram e una Cpu Pentium III da 1,13 Ghz ha letteralmente ripreso vita con Ubuntu) e spicca immediatamente lo sforzo degli sviluppatori di Ubuntu per rendere fruibile il sistema sin dal primo utilizzo: rispetto a qualche anno fa l’installazione dei vari plug-in commerciali richiede lo stesso sforzo (ben poco, quindi) che in Windows. La dotazione software è indiscutibile, e come di consueto affidata ai vari software specifici di Ubuntu (Gestione Aggiornamenti) o a quel Synaptic comune alle distribuzioni Linux basate su Debian. Difficile non trovarsi bene con Hardy Heron: vista la sua facilità d’uso e completezza, il confronto non è più con Vista ma con la resistenza al cambiamento dell’utente.

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