Sms a valanga, ma ancora per poco
Dal punto di vista delle aziende che forniscono il servizio gli Sms rappresentano una delle principali fonti di guadagno, conseguenza dell’elevato rapporto costi/ricavi. Per quanto riguarda gli utenti, sono una soluzione sempre più diffusa anche in ambito professionale per comunicare velocemente informazioni brevi a colleghi e conoscenti con un occhio al costo.
Secondo una ricerca Gartner, nel 2007 gli Sms inviati complessivamente a livello mondiale hanno raggiunto la cifra di 1,9 trilioni. La stima per l’anno in corso arriva addirittura a 3,2 trilioni. Tradotto in cifre, per gli operatori Tlc questo ha significato nel 2007 ricavi pari a 52 miliardi di dollari, che Gartner prevede diventeranno 60,2 alla fine del 2008.
La parte del leone la fanno i paesi asiatici, dove l’anno scorso sono transitati complessivamente 1,5 trilioni di Sms destinati a crescere fino a 1,7, ma anche l’Europa occidentale si difende, con 202 miliardi di messaggini trasmessi nel 2007 e una previsione per l’anno in corso di 215 miliardi. In questo caso però la società di ricerche sottolinea che l’aumento dei relativi ricavi non sarà proporzionale, e di conseguenza mette in guarda società di telecomunicazioni da una parte e utenti dall’altra.
Maggiore concorrenza, nuove normative in materia di roaming e offerte di soluzioni tutto compreso contribuiranno a stabilizzare gli introiti, se non addirittura a provocarne un leggero calo.
Secondo quanto riportato da CNet però, i rischi reali per i proventi legati alla trasmissione di Sms hanno origini diverse. La convergenza tra pc e telefonia, la crescente diffusione di smartphone portano infatti gli utenti e le aziende a guardare con maggiore favore a soluzioni di instant messaging mobili. In pratica, una sorta di ‘cannibalizzazione’.
Un segnale importante in questa direzione, arriva da Apple, la quale, in occasione dell’imminente Worldwide Developer Conference sembra pronta a lanciare un’applicazione di chat per l’iPhone, come possibile dedurre da una serie di brevetti depositati di recente.
Secondo, Jim Craimer, analista di CNBC, un’applicazione del genere potrebbe addirittura rappresentare “un’evoluzione dell’instant messaging paragonabile a quella che l’iPod ha portato rispetto al Walkman”. In sostanza, una rivoluzione totale.
Anche considerando un po’ forzata una dichiarazione del genere, la svolta sarebbe comunque significativa. Da una parte introdurrebbe un sistema di comunicazione in grado di fare grande concorrenza agli Sms e rivelarsi efficace anche in ambito aziendale (grazie alla possibilità di comunicare con i proprio partner e colleghi accedendo allo stesso tempo ai documenti), dall’altra costringerebbe i provider a cambiare le proprie strategie, a causa di una fetta consistente del traffico attualmente generato dagli Sms dirottato su connessioni spesso flat o comunque già attive.





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