Acrobat 9: l’abbiamo visto in azione
Flessibilità, interattività e modalità procedurali simili a quelle di un sito Web fanno della nuova versione del software Adobe un candidato a rendere più flessibile il lavoro di squadra
A quindici anni di distanza dal lancio della prima versione, Acrobat resta uno dei software più diffusi per lo scambio di documenti. Per continuare a restare tale però, il programma ha avuto bisogno di regolari interventi di aggiornamento ed estensione delle funzionalità tali da assecondare nuove esigenze degli utenti e sfruttare le potenzialità messe a disposizione dalla tecnologia. Ecco le impressioni di Mytech in seguito a un’esaustiva demo organizzata dai vertici di Adobe Italia per il lancio del nuovo prodotto.
Se inizialmente poteva quindi esser visto semplicemente come strumento per realizzare e distribuire in elettronico ‘fotocopie’, con la versione presentata anche in Italia in questi giorni Acrobat 9 si presenta decisamente più al passo dei tempi, con la possibilità di condividere vere e proprie ‘istantanee’ di qualcosa che assomiglia molto a un sito Web.
Partendo da requisiti di collaborazione, sicurezza e interazione è infatti scaturita una importante svolta nell’approccio all’utilizzo del software, molto più orientato alla comunicazione tra utenti invece che al semplice invio.
Una spinta importante in questa direzione è conseguenza della piena integrazione di filmati Flash all’interno di un file pdf, distribuiti e visualizzati esattamente come elementi del documento. Nella versione Pro Extended inoltre, la più completa, è possibile convertire in swf altri formati video.
Ma quello che nelle intenzioni di Adobe dovrebbe consolidare la posizione di Acrobat è l’insieme delle nuove opzioni di collaborazione. Sfruttando anche le potenzialità messe a disposizione dal rinnovato portale Acrobat.com, la condivisione di documenti tra utenti remoti viene resa pressoché totale, con possibilità di intervenire in simultanea sugli stessi elementi, con tanto di chat a supporto integrata nell’interfaccia.
A tutela del proprio lavoro inoltre, il programma sollecita frequenti salvataggi prima di apportare o accettare modifiche oppure prima di applicare la rivisitata funzione di confronto tra documenti mirata a sottolineare commenti, revisioni o modifiche applicate da un proprio collaboratore.
In contesti sempre più estesi non solo in materia di collaborazione ma anche di tipologie di oggetti trattati, la nuova funzione Portfolio inoltre, agevola la realizzazione di veri e propri dossier, dove testo, immagini, video, ecc, vengono integrati in modo del tutto lineare. Il risultato è appunto qualcosa che per ricchezza e varietà di contenuti, possibilità di interazione e modalità di navigazione (quella sequenziale delle pagine è ormai un lontano ricordo) si avvicina molto a un sito Web.
E, sempre a questo proposito, non manca neppure la possibilità di predisporre moduli. Rispetto alle versioni precedenti, verrebbe da dire finalmente, la gestione è ora del tutto in formato elettronico. Con l’aggiunta però che, oltre alla compilazione direttamente all’interno del questionario, i dati inviati ora possono, sempre tramite Acrobat.com, essere raccolti e gestiti con semplici funzioni di database, quali ordinamento e filtraggio.
Il tutto, e se sarà confermato dalla prova dei fatti potrebbe essere proprio questa la vera notizia, con prestazioni decisamene migliorate rispetto al passato recente, rendendo finalmente accettabili tempi di caricamento ed esecuzione del software.
Acrobat 9 sarà disponibile in Italia a partire da luglio con la versione inglese e il mese successivo con quella localizzata. I prezzi variano da 349 euro (115 per l’aggiornamento) della versione Standard agli 819 euro (269 l’aggiornamento) della versione Pro Extended.





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