Tutta e solo l’energia che serve al data center
Sfruttando l’esperienza nel campo della gestione energetica, Emerson Network Power è oggi in grado di fornire consulenze in grado di dimezzare i costi del data center. A tutto vantaggio dell’immagine
Nati e cresciuti senza particolari attenzioni in un periodo nel quale le disponibilità economiche non erano il problema principale e quando superficie e potenza energetica erano quasi fattori di vanto per il proprietario, oggi i data center risultano strutture spesso sovradimensionate e, soprattutto, con un peso importante sui bilanci.
Quando si parla di consumi energetici inoltre, anche l’immagine dell’azienda, chiamata a rispondere delle proprie politiche in materia di impatto ambientale, diventa sempre più importante a livello di marketing. Perché dal marketing si passi a investimenti concreti, è però inevitabile la presenza di un ritorno economico ben quantificabile e in tempi brevi.
E’ dallo studio di questo scenario che è nata Energy Logic, l’iniziativa per effetto della quale Emerson Network Power intende dimostrare dati alla mano quali siano i margini di risparmio energetico all’interno di un data center. In pratica, attraverso una sorta di decalogo, l’azienda punta ad affiancare all’attività storica di produttore di dispositivi per la gestione dell’energia, quella di consulenza.
“I punti di intervento sono veramente tanti e, messi insieme, in grado di abbattere in misura drastica il fabbisogno energetico di un data center – afferma Cristina Rebolini IT and Distribution Sales Manager di Emerson Network Power -. Grazie a decenni di esperienza maturata sul campo, siamo ora in grado di dimostrarlo con dati concreti”.
Ed eccoli questi dati. Considerando un data center reale di medie dimensioni, circa 400 mq, dove la società ha rilevato complessivamente consumi per 1.127 kW, si è rilevato prima di tutto che quasi la metà, il 48% dei consumi si potevano definire indiretti, vale a dire riconducili ad alimentazione infrastrutturale e climatizzazione. Una serie di interventi, come per esempio quelli mirati a una ventilazione ottimale (riducendo il numero di bocchette e studiando più attentamente le posizioni), o sfruttando meglio virtualizzazione ed esigenze di potenza dei processori e collocazione dei rack, il risultato è un consumo ridotto a 542 kW, meno della metà. Come a meno della metà, a interventi ultimati, è stato possibile ridurre la superficie dei locali e delle relative spese, scesi a 164 mq.





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